È la notte degli oscar, tutti fremono per sapere a chi andrà l’ambita statuetta.

Finalmente arriva il momento delle nomination quali miglior attore/attrice.
Entra il presentatore di turno, che con passo calmo si dirige verso microfono; chiunque anche legato e con in piedi bloccati in un blocco di cemento di sicuro impiegherebbe meno tempo di quanto impiega il presentatore per arrivare li.
Il suo passo è lento cadenzato, studiato appositamente per aggiungere ansia, chi può; fa le parole crociate, guarda la CNN o il The Dave Letterman show sul cellulare in attesa che arrivi a quel microfono.
Altri invece, pensano che forse prenderlo a frustate forse potrebbe muoversi più velocemente… finalmente arriva all’agognato microfono.
Con pausa Shakespeariana lui guarda il pubblico con quel sorriso quasi beffardo come a dire ‘ io so chi ha vinto’.
Quasi tutti in sala sono pronti a giurare che stia per incominciare con…

”Essere, o non essere, questo è il dilemma:
se sia più nobile nella mente soffrirei
colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna
o prendere le armi contro un mare di affanni
e, contrastandoli, porre loro fine? Morire, dormire…
(Amleto)

Dal fondo della sala qualcuno sta soppesando la sua scarpa pensando ‘forse le la tiro con il giusto effetto e gioco di polso, riuscirò a colpirlo cosi forse capisce che SI DEVE SBRIGARE!!!’
Per aumentare l’ansia, il presentatore da due colpetti al microfono, risvegliando gli ultimi in fondo che da quando è entrato, nell’attesa che arrivi, dalla noia si sono messi a dormire… e finalmente incomincia a parlare.

In un paesino sperduto, nonna Edna dice a suo marito “ Lo vedi? Avevo ragione io è in grado di parlare, fa solo scena per aumentare il patè (pathos)”

Con voce calda e avvolgente incomincia:” In questa busta…” la gente incomincia a ringhiare dalla rabbia perché durate il tragitto hanno inquadrato quella busta, ha tutte le angolazioni. Sanno chi è il produttore della carta, dove è stata confezionata, quando è stata chiusa e sono a conoscenza che il trisnonno di chi ha fabbricato l’inchiostro con il quale è scritto il nome del vincitore, faceva il portaordini durante la guerra di secessione per i sudisti.
Durante il tragitto al microfono, sono state fatte inchieste sul perché usare quel tipo di carta al posto di uno più pergamenato.
Decine di forum, sono state aperti per commentare la busta, mentre gli ambientalisti criticano che per fare quel tipo di carta sono stati abbattuti degli alberi; gli animalisti dal canto loro hanno aperto un dibattito se le scarpe indossare erano o no di vero cuoio.
Alcuni sbagliando hanno invece pensato che si trattava di una specie di televoto delle nomination e hanno dato la loro preferenza.

In questa busta vi è rinchiuso il nome del vincitore.” Qualcuno dagli spalti sviene dalla tensione, altri ne approfittano per andare in bagno tanto, visto l’andazzo forse faranno in tempo anche ad andare a cena prima che si sappia il nome del vincitore.
“Per la categoria” nascosto in un angolo, uno degli invitati si domanda ‘cinque verticale: nerboruto eroe fantasy… mmm sarà Conan?’
“Migliore attore protagonista abbiamo Topolino per il film X.” Topolino si ritrova la sua faccia in uno schermo gigante e a stento riesce a sfoggiare un sorriso che ha più l’aspetto di un ringhio.
“Paperino, per il film Y.” Viene inquadrato che dorme. Appena i nipoti lo svegliano lui salta dalla poltrona starnazzando all’impazzata per poi, tutto rosso, esibire un sorriso – ringhio molto simile a Topolino.
“Pippo per il film Z” Pippo semplicemente ridacchia… ma lui è un caso a parte.

Appena detti i nomi, il presentatore si guarda il pubblico e lentamente incomincia ad aprire la busta, tutta la sala è pronta ad saltargli addosso e a strappare la busta per sapere chi è questo fatidico vincitore… la tensione è enorme.
Il presentatore accarezza la busta, la spizza come se stesse giocando a poker.
Ne incomincia a grattare il bordo, per rompere il sigillo… intanto dalla platea, gli spettatori con aiuto dei tecnici stano tramando su come assaltare il palco e aprire quella maledetta busta, Quando all’improvviso…
“Il vincitore è…” al suono di questa frase tutto, nell’universo si ferma. Le stelle, gli insetti e tutto ciò che in quel momento era in movimento si blocca volgendo lo sguardo in direzione di Hollywood.
Dio stesso che sta cercando di capire perché quel dannatissimo sole color caramello non vuole accendersi, si ferma per guardare in direzione della terra.
Lentamente quasi in sordina, si sentono i battiti dei cuori dei tre pretendenti dapprima deboli, diventano via, via sempre più forti crescendo come se volessero uscire dal petto, non sembrano cuori che battono, ma cavalli allo stato brado che corrono liberi nella vallata.
“Topolino.” I cuori dei degli altri due pretendenti lentamente tornano normali mentre coperti dall’applauso generale non sentono il cuore di Topolino che come un motore che ha perso un pistone incomincia a perdere colpi.
Mente si avvicina a ritirare il suo premio (nonostante la distanza sia sette volte maggiore, di quella percorsa dal presentatore per arrivare al microfono, con cinque passi, lui è già li) guardando il pubblico piangendo (primo sintomo di collasso circolatorio) dandosi dei piccoli colpetti al petto con la pia illusione che il cuore si rimetta in moto; “Sapete ‘avanti cuore rimettiti in moto’ è una cosa inaspettata ‘avanti, sto finendo l’ossigeno’ e non trovo le parole per definire questo evento ‘sbrigati sta diventando tutto nero’ e la sola cosa che posso dire è grazie.” Finalmente il cuore si rimette in moto e Topolino riprende colore contento di avere vinto l’oscar e soprattutto di essere sopravvissuto all’evento (più tardi verrà portato al pronto soccorso dell’ospedale più vicino, ma a nessuno gliene fregherà più nulla… hanno saputo chi ha vinto l’oscar e la vita può riprendere il suo corso).

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