R
Lì solitaria, padrona del vuoto assoluto.
R
Dall’alto del niente osserva il niente circostante in attesa, non si sa di che; ma attende.
R
Miliardi di micro cicli passano inesorabili, fino a che in un punto imprecisato del niente si apre una finestra… l’interlocutore appena arrivato, curioso osserva ‘R’ rimanendo perplesso.
Lui la osserva da ogni angolazione dai tetri antri del suo cervello, delle domande piene di ansia lentamente affiorano come bolle nella sua coscienza…
-‘R’ che cosa a voluto dire?- questo pensiero volteggia tra le sue sinapsi.
Che abbia un significato Zen schintoistico socio formativo tecnoreligioso, con inserti di paracattolicesimo indotto che si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole tra le stelle sprinta e va. Mangia libri di cibernetica insalate di matematica e a giocar su Marte va…’ ehm scusate mi si è imbizzarrita la penna.

Il nostro interlocutore, non capendo il messaggio espresso decide di utilizzare la tecnica: la butto in caciara e poi si vedrà.
Le sue dita veloci sulla tastiera danzano la seguente risposta: ‘mmm non so lo vedo più come una F… anche se a occhio, come prima impressione sembra una T’ aggiungendo un smile, perché cosi se ha detto una boiata tutti pensano che stia scherzando.
Ma ormai ha rotto il ghiaccio, e presto alti interlocutori seguiranno la sua scia… cosa che da li a poco succede.
‘O’ è la seconda risposta; una saggia scelta per due risposte.
Di solito, dopo una consonante ci va una vocale… a meno che non parli Klingon, ma chi è che al giorno d’oggi parla il Klingon?
Il post venne intercettato da un membro di una comunità americana fan di Star Trek che come i preti che usano il latino per comunicare con gli altri preti di tutto il mondo, loro usano il Klingon per comunicare con le altre comunità, che arrabbiato proferì maledizioni sulla sanità mentale e l’igiene di tutta la sua famiglia… ma di questo ne parlerò un’altra volta.

Dicevo dato che dopo una consonante, ci va una vocale; la vocale scelta la ‘O’, non solo esprime una scelta statistica di un studio in percentuale di quale vocale sia più numerosa rispetto alle altre; ma stupore, mera espressione di chi, come gli altri, non ha compreso il messaggio.
‘K’ è la terza risposta e colui che la scrive, non visto e come potrebbero; il bello di Internet è che non ti vedono, ridacchia sul fatto che se qualcun altro come lui avesse uno spirito goliardico. Gli sarebbe bastata aggiungere una ‘Z’ per formare un messaggio un po’ volgare si, ma divertente ‘RKZ’!
La quarta risposta è un po’ più diplomatica, con una punta di timidezza.
-Erre……o no?- in sostanza è come dire che la circonferenza è una linea curva chiusa formata da punti che hanno una caratteristica comune: sono equidistanti da un punto interno detto centro; e diplomaticamente si può anche dire che è… tonda.

Il primo interlocutore pensando ad un qualche segreto cifrario apocalittico con i quale si scambiano messaggi privati un in ambiente pubblico e solo chi ha la mente di Tetsuya ma tutto il resto fa da se non conosce la paura ne sa il dolore che cos’è lotta cade si rialza sempre vincerà Mazinga… scusate, ancora una volta mi si è imbizzarrita la penna, c’ho l’inchiostro che fa contatto; si auto sintonizza su Manga Channel… credo proprio che la lascerò un po’ di tempo la mia penna allo stato brado con un branco di biro a punta fina… decide di seguire quello che gli sembra uno spiraglio goliardico; ancora una volte veloci le dita danzatrici, danzano la seguente frase
-Non so… è il modo in cui lo dice che mi lascia perplesso no, no sono sicuro, è un F.- perché come dice il saggio ‘mostrati sicuro, per nascondere le tue debolezze’.
Letto il suo commento l’interlocutore di prima ‘Erre… o no?’ decide di cambiare tattica: andare dritto al bersaglio.
– Non perde mai occasione per farci pensare.. per questo lo stimo ! Però ti prego non ci lasciare nel dubbio abbi pietà…-

Colui che ha messo ‘R’ in mezzo al niente, incuriosito da tante risposte su una cosa che non si ricordava di aver fatto, incomincia a leggere… dopo averli letti, la sua espressione è uguale a quella del Ray Charles della barzelletta, che in cucina nel cercare una cosa, mette la mano su una gratta formaggio a mano e pensando che sia braille incomincia leggere ‘ma chi è che scrive tutte ‘ste boiate?’ divertito da ciò che è stato scritto, risponde a sua volta.
– Che state dicendo? E’ partito per sbaglio, non ricordo nemmeno come.-
Con un grande tonfo, tutti coloro che hanno scritto sono lì a terra agonizzanti con la gambetta che trema, per poi riprendersi e sorridendo imbarazzati mentre si accarezzano la nuca esponendo commenti del tipo ‘immaginavo.’ oppure ‘ahahahahah.’ non curanti del primo interlocutore che se ne sta li in ginocchio distrutto, con il mento che quasi gli arriva a terra, con dei lacrimoni grossi come noci che hanno paura a cadere e uno stormo di corvi che gli volteggiano sopra la testa ‘ma com… hhhh… non shhh…’

Si sa che il destino è un infame di prima categoria, per puro caso, il figlio di Colui che messo al ‘R’ in mezzo al niente, legge il post lasciato dal padre.
Per un po’ ridacchia, per poi rivolgersi con una punta di severità al genitore…’Obusan (Padre), quante volte ti devo dire; che devi pulire la tastiera a computer spento?’

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