Vai al porto per fare una passeggiata rilassante.

Dal sole passi all’ombra per cui per un momento tu e la talpa appartenete alla stessa razza.

Come uno strano miraggio, vedi due cose strane che zampettano; anzi meglio dire che saltellano nella tua direzione…  sono giallo evidenziatore.

Finalmente ritorna la vista e scopri che sono scarpe da ginnastica; proseguendo verso l’alto vedi dei pantaloni grigio con sfumature di nonsochecosatendentealverdino.

Maglietta che sembra sopravvissuta ad un attentato in colorificio, tatuato, o per meglio dire illustrato, fino all’unghia, occhialetti a specchio color vinaccia con riflessi sul fucsia cappello con strass tipo strobosfera da discoteca. Il cellulare ad un centimetro dalla faccia perchè portare gli occhiali da vista fa troppo nerd e per poco non mi investe (di sicuro io non me ne sarei accorto, ma lui sarebbe finito come una lattina, visto che pesava trenta chili con i vestiti bagnati) mi guarda.

Lo guardo.

Mi guarda.

Lo guardo.

Mi guarda.Lo guardo.
“Ma che me stai a puntá.”
“No ma se vuoi ti spunto.” proseguendo la passeggiata con un pensiero… chi era quel coglione in technicolor?

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