Questa è l’unica frase seria di ciò che seguirà… al confronto Fantozzi è una tragedia greca.

Permettimi, o tu che leggi queste righe, di portarti per mano nel vivo dramma della morte dei genitori, del dolore… e di tutte le cazzate che sono successe; e sono tante. Prima di raccontare le prodezze pindariche della mia famiglia , è bene che io ne dia una quanto mai, se pur generale descrizione.

La mia famiglia era cosi divisa: il trio Doronbo e la famiglia di mia madre.

Il  trio Doronbo era formato da mio padre, mia nonna e mia zia, possedevano l’arroganza di sapere tutto e di dare consigli su tutto, anche se di quello cui davano consigli, ne erano totalmente a digiuno.

Mia madre raccontava di strani aneddoti: (va fatta una precisazione, mia zia è un peletto apprensiva: attento a non pungerti con l’ago sennò ti devono amputare il braccio, chiaro no?)  al tempo del matrimonio, ci fu una mezza discussione per via del fatto che mio padre aveva avuto un ascesso, il quale aveva lasciato degli strascichi, per cui se ne uscì candidamente “Perchè non rimandiamo il matrimonio?” (sarebbe stato il terzo rinvio) mia madre rispose con un secco NO!!! il cui sotto titolo ‘Si è cosciente, ci viene anche a costo di trascinarlo per la lingua.’ Si racconta che mentre papà stava leggendo la promessa di matrimonio, si fermò un paio di volte a causa degli strascichi. Nonna paterna si metteva a piangere dicendo, ‘Ma come si fa a sposarsi in queste condizioni!’ Immediatamente mia zia partiva a mo di staffetta austriaca, con la mano nella borsa pronta, con le gocce per darle al fratello. Ad ogni colpo di tosse, mia nonna…. e subito mia zia… quaranta minuti per leggere la promessa di matrimonio; mia madre ne impiegò tre, ed aveva l’influenza. Un’altra mia zia disse che ogni volta che papà tossiva… il parroco soppesava con lo sguardo il crocifisso sull’altare con evidenti poco cristiani intenti. Il parroco finì cosi la cerimonia di matrimonio, dopo aver raccolto tutta (poca) la pazienza rimastagli disse: ‘… nel sacro vincolo del matrimonio e preghiamo che Mario non tossisca ancora perchè alle tre ho una comunione e vorrei pranzare prima…’ il boato che ne segui, consacrò il mito della mia famiglia nei secoli seculorum… Amen

 

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