LA NOTIZIA DEL LICENZIAMENTO – A dare notizia del “licenziamento” della De Petris è Angelo Bavaro sulla pagina Biohaus Raw Vegan Food: «Il giorno dopo ha iniziato a ricevere migliaia di chiamate da tutta Italia a cui lei sta cercando di dare risposte, perché è una persona eticamente corretta. L’ho incontrata oggi e mi ha detto che ieri il suo primario del S.Raffaele l’ha chiamata e l’ha licenziata in tronco». «Lei – sottolinea Bavaro – mi ha spiegato che il suo ospedale prende molti soldi dalle cure farmacologiche che danno ai pazienti malati di tumore e quindi, per interessi prettamente economici, il suo intervento ha danneggiato la struttura. Capite? Se ne fottono della salute dei pazienti!». La nota prosegue ribadendo la versione della specialista: «Ebbene, Michela, che è una grande professionista, guardandomi negli occhi mi ha detto che lo rifarebbe altre cento volte, perché è molto più importante informare le persone piuttosto che lasciarle all’oscuro di certe cose così importanti solo per interessi economici. Se volete, aiutatemi a diffondere la notizia. Queste sono esattamente le parole di Michela, quindi non è una mia interpretazione. Lei stessa mi ha chiesto di aiutarla a diffondere la verità al fine di aiutarci. Grande stima da parte mia, cara Michela.’

Ho letto l’articolo e ho letto anche la spiegazione completa e ho letto ciò che ha detto il San Raffaele a tal proposito. Doverosa premessa: non ho niente contro i vegani va anche detto che la trasmissione ‘Le Iene’ sta diventando una porcata piena di puttanate. La dieta vegana, ancora non ha un riscontro scientifico della sua validità. spiego: di sicuro l’introduzione mirata di cibi vegetali, abolendo carne uova e latte, all’inizio ha di sicuro degli ottimi vantaggi depurativi, ma con il lungo andare può creare problemi, per carenza di vitamina b-12 (ottenuta dalla carne).

Il motivo, per cui la Dottoressa De Petris è stata licenziata NON E’ dovuto al fatto che la cura Vegano-Crudista abbia avuto dei vantaggi, ma perchè: ‘L’IRCCS Ospedale San Raffaele dove la dr.ssa Michela De Petris lavorava come consulente dove svolge attività ambulatoriale in ambito nutrizionistico. La dottoressa, nell’intervista, ha tuttavia espresso opinioni personali. L’Ospedale puntualizza che il caso clinico oggetto del servizio si riferisce ad una persona che non è stata seguita dalla dr.ssa De Petris presso il San Raffaele, ma in altre strutture sanitarie.’

Ricordate sempre: la certezza ha le sue radici nel dubbio.

Nel post in questione si parla, cito testualmente ‘Lei mi ha spiegato che il suo ospedale prende molti soldi dalle cure farmacologiche che danno ai pazienti malati di tumore e quindi , per interessi prettamente economici, il suo intervento ha danneggiato la struttura.’ e ‘LICENZIATA IN TRONCO PERCHE’ VA CONTRO GLI INTERESSI DI BIG PHARMA!

Cos’è Big Pharma?

Semplice, secondo il ramo estremista degli animalisti, vegani; Big Pharma è il cartello che riunisce in se tutte le più grandi multinazionali del farmaco, ovvero la potentissima lobby che detiene il monopolio delle cure sulla salute dell’uomo. Ciò premesso, sono proprio le malattie che affliggono la popolazione, soprattutto quelle più terribili a costituire la fonte dei suoi guadagni. Per Big Pharma quindi le malattie croniche rappresentano una vera manna dal cielo poiché come noto lo scopo dichiarato delle Corporations non è aiutare il prossimo ma incassare guadagni. Telethon rientre nella sfera di di Big Pharma.’
Se tutte le malattie, potessero essere curate in modo vegano-crudista allora perchè tutto questo scalpore? E’ noto che un’alimentazione salutare ed bilanciata porta solo benessere, ma qui entra in gioco un’altro fattore il bombardamento vegano.
Ogni uomo ha il diritto inalienabile, di fare della sua vita quello che vuole. Ma non ha il diritto di imporre agli altri il suo modo di vedere e ne criticare il comportamento degli altri.

Amica fb –  io queste cose le studio e ci sono evidenze scientifiche che vorrei indagare tra cancro e alimentazione. in ogni caso questa dottoressa è stata licenziata per aver dato una sua opinione e di qualsiasi natura fosse, non è civile licenziare qualcuno per aver dato una opinione diversa e guarda caso contro gli interessi economici che ci girano intorno.

Abbiamo una nuova variabile: la credulità, dettata dal teorema ‘l’ha detto Tizio, perchè tizio è molto informato. Ovviamente questo teorema non prevede, la postilla ‘Tizio ha controllato le fonti?’

Ma cosa è successo? Che hanno detto Le Iene, dopo il fallimento sul caso Stamina, il programma ha raccontato la storia di un paziente che ha visto regredire il proprio cancro dopo aver cambiato regime alimentare. Ma un medico ha chiarito: ‘Fondamentale è stata la radioterapia’.

L’INTERVISTA A LE IENE – Antonio è stato intervistato dalla iena Paolo Trincia. L’uomo ha spiegato i benefici della dieta vegana, accompagnata però con il contributo fondamentale della radioterapia. Antonio si è rifiutato di fare un altro ciclo di chemioterapia e di arrendersi alla malattia. È stato il figlio, dopo una serie di ricerche in rete, a convincere il padre a diventare vegano. Il signore, seguito dalla nutrizionista Michela De Petris, ha iniziato a nutrirsi solo di vegetali. «Se non avesse fatto nulla – spiegò alle Iene De Petris – avrebbe ancora la lesione. Non abbiamo dei numeri per poter confermare che solo la dieta ha permesso di curarlo: in medicina ci vuole la statistica». A fine servizio la nutrizionista ha spiegato che a suo dire il cambio di alimentazione aiuta nella guarigione di molte malattie come le patologie infiammatorie intestinali, a volte anche in quelle tumorali: «Bisogna però valutare lo stato della malattia e se non ci siano altre patologie concomitanti. Il cibo resta però la prima medicina che ci possa essere». Nel servizio tv emerge come l’Ospedale San Raffaele avrebbe confermato il ruolo della radioterapia escludendo che esistano studi in tal senso nella loro struttura e che non esistono prove della validità di tale teoria. Quindi ovviamente torna il cavallo di battaglia: la carne è cangerogena. E perfettamente in battuta, spunta il famoso articolo: ‘UMBERTO VERONESI “LA CARNE è CANCEROGENA; VI SVELO IL MOTIVO PER CUI NON SE NE PARLA”Chi si alimenta di prodotti animali si espone ad un rischio maggiore di contrarre diversi tipi di patologie. Corre infatti in media il 30% di rischio in più di contrarre molti tipi di tumori, come quello al seno, al colon, alla prostata, al pancreas, alla vescica e ai polmoni. Un’alimentazione carnea induce ad un maggiore rischio di contrarre malattie metaboliche, disturbi cardiovascolari legati al livello di colesterolo nel sangue, infarti, diabete ed obesità. Umberto veronesi: “Le riviste medico scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali. Molti medici e ricercatori sono coscienti degli effetti dannosi del consumo della carne, ma hanno le mani legate. Io che sono uno scienziato di fama internazionale posso prendermi il lusso di fare queste dichiarazioni, se lo facessero loro molto probabilmente non lavorerebbero più. L’industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche viaggiano di pari passo, l’una ha bisogno dell’altro e queste due entità insieme generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme, potete dunque capire che gli interessi economici sono alla base di questa disinformazione. Ogni malato di cancro negli Stati Uniti fa guadagnare circa 250.000 dollari a suddette multinazionali, capirete che questa disinformazione è voluta ed è volta a farvi ammalare per poi curarvi.’  

lo ha detto Veronesi, e lui è oncologo… L’abominevole ritorno della bufala sulla carne che provoca il cancro.

Frasi inventate, che già sono circolate nel 2013 e attribuite all’oncologo Umberto Veronesi, tornano in circolo grazie a molte redazioni che omettono le più elementari verifiche.

LA BUFALA – Excite.it l’ha raccontata così, ma lo stesso testo più o meno rimaneggiato è stato veicolato anche da altre testate online e ovviamente ripreso con entusiasmo a vegetariani e vegani, anche se l’anno passatoera successa la stessa cosa:

La discussione si è in fretta spostata sui social network dove il dibattito tra vegan e amici di McDonald’s si è fatto acceso. Ora però a tacere tutte le voci ci pensa Umberto Veronesi, definito uno dei 4 oncologi migliori del secolo. Le sue parole non sono rassicuranti…

Secondo Veronesi non ci sarebbero dubbi: la carne favorirebbe l’insorgenza di tumori. Ma sotto accusa non c’è solo la macelleria. Chiunque si alimenti di proteine animali (pesce, carni bianche, selvaggina compresi) correrebbe il 30% di rischio in più di contrarre tumori al seno, al colon, alla prostata, al pancreas, alla vescica e ai polmoni. Giusto per dormire sonni tranquilli, inoltre, le proteine animali farebbero aumentare esponenzialmente il rischio di contrarre malattie metaboliche, disturbi cardiovascolari legati al livello di colesterolo nel sangue, infarti, diabete ed obesità. E già che ci siamo Veronesi prosegue confermando la pericolosità della carne anche nel favorire disturbi ai reni e patologie meno gravi come stipsi e varici. Come se le dichiarazioni del luminare non fossero già da sole abbastanza inquietanti ecco venir fuori anche uno scenario complottistico e machiavellico che, tanto per cambiare, vedrebbe “noi comuni mortali” delle ingenue vittime delle multinazionali. “Le riviste medico-scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche” ha detto Veronesi. “Molti medici e ricercatori, sulla base anche di numerose ricerche, per la maggior parte insabbiate, sono coscienti degli effetti dannosi del consumo di carne, ma hanno le mani legate. Io, che sono uno scienziato di fama internazionale, posso prendermi il lusso di fare queste affermazioni; se le facessero loro, probabilmente non lavorerebbero più. UNA VECCHIA BUFALA – Peccato che non sia vero niente, in teoria la denuncia del big complotto viene da libro “Verso la dieta vegetariana”, scritto da Umberto Veronesi (che è vegetariano) e Mario Pappagallo un testo che in effetti mette in effetti in guardia contro a una dieta troppo ricca di grassi di origine animale,ma che si concentra decisamente sul rispetto alle ragioni etiche come ostativo al consumo di carne animale. Non perché la carne provoca il cancro, quindi, affermazione che nel libro non c’è. Nessuna accusa alle case farmaceutiche, nessuna ipotesi di complotto, come può controllare chiunque visto che la parte del libro nel quale dovrebbero essere scritte queste informazioni è consultabile gratuitamente online. E comunque non ci sono nemmeno nella seconda parte del libro, quella scritta da Mario Pappagallo, come già si spiegava l’anno scorso,la smentita è arrivata dall’IEO (Istituto Europeo di Oncologia) In riferimento all’articolo rilanciato da alcuni siti in Rete “La carne è cancerogena: Umberto Veronesi svela il motivo per cui non se ne parla“, si comunica che Umberto Veronesi, Direttore Scientifico di IEO, non ha MAI rilasciato l’intervista riportata, e nessuno dei virgolettati a lui attribuiti è reale.

Perorare la causa culturale della scelta vegetariana e della sana alimentazione deve basarsi sulla realtà scientifica e su un  dibattito intelligente e solido, non su articoli del tutto inventati che abusano del nome di Umberto Veronesi.
Le dichiarazioni attribuite nel medesimo articolo a Umberto Veronesi a proposito di riviste medico-scientifiche e aziende farmaceutiche sono false.

Tornando al San Raffaele…  che smentisce il programma televisivo di Italia 1, Le Iene, relativamente alla storia di Antonio, un malato di cancro che ha combattuto la malattia cambiando registro alimentare e diventando vegano con il contributo fondamentale della radioterapia, storia raccontata in un servizio a firma di Paolo Trincia.

LA PRECISAZIONE DEL SAN RAFFAELE – L’Ospedale San Raffaele in un apposito comunicato ha spiegato che non esiste alcuno studio che dimostri la validità della teoria alimentare per la cura dei tumori:

L’IRCCS Ospedale San Raffaele, in riferimento al servizio “Alimentazione e malattie. La storia del tumore guarito di Antonio”, in onda durante la trasmissione Le Iene (Italia 1, mercoledì 5 marzo), dichiara che nessuno studio in tal senso è in corso presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele e osserva che ad oggi non esiste alcuna dimostrazione del valore della dieta come terapia oncologica. Alcune attenzioni dietetiche possono avere ruolo e spazio nell’inquadramento generale di una terapia oncologica come di terapie per altre malattie, ma nella pratica clinica nessuna dieta può sostituirsi alla chirurgia, alla radioterapia e ai farmaci nel curare i tumori.

LE VALUTAZIONI PERSONALI DELLA DOTTORESSA DE PETRIS – E che per quanto riguarda le posizioni della dottoressa Michela De Petris, queste sono squisitamente personali. Oltretutto, la De Petris non avrebbe seguito il caso in questione.

L’IRCCS Ospedale San Raffaele precisa inoltre che la dr.ssa Michela De Petris è consulente dell’Ospedale dove svolge attività ambulatoriale in ambito nutrizionistico. La dottoressa, nell’intervista, ha tuttavia espresso opinioni personali. L’Ospedale puntualizza che il caso clinico oggetto del servizio si riferisce ad una persona che non è stata seguita dalla dr.ssa De Petris presso il San Raffaele, ma in altre strutture sanitarie.

IL TUMORE DI ANTONIO – A questo punto ripercorriamo la storia per capire cos’è andato in onda la sera del cinque marzo. Nel 2003 ad Antonio, questo il nome del paziente, venne diagnosticato un tumore al polmone. Da allora in otto anni si trovò con due tumori ai polmoni, uno per organo, due operazioni, un ciclo di chemioterapia ed un tumore al cervello. Grazie alla radioterapia è riuscito a diminuire la lesione cerebrale senza sconfiggerla del tutto visto che ne è rimasta una lunga 18 millimetri. Il figlio è riuscito a convincere il padre a diventare vegano dopo una serie di ricerche in rete, con l’uomo che ormai si era arreso alla malattia. A seguirlo la sopracitata dottoressa Michela De Petris, che ha preparato per lui un regime alimentare a base vegetale.

L’INCREDULITÀ DE LE IENE – La De Petris ha spiegato alle Iene che «il cambiamento consisteva nello spostare l’alimentazione verso i cibi vegetali. Spostarsi verso una dieta vegetale aumenta le possibilità di guarigione. Siamo partiti da succhi di verdure». E restando sui cibi vegetali, Antonio è passato a quelli cotti:«Mi sono trovato bene, ho perso 18 chili in due mesi e ho fatto la Tac». La massa tumorale era scomparsa. E dopo due anni e mezzo l’uomo non ha avuto nessuna recidiva. Con la famiglia che ha deciso di diventare vegana dopo questa storia. L’inviato delle Iene non si è sbilanciato tanto da aver detto: «Non è che non ti credo, ma mi sembra incredibile», ma insieme ad Antonio si è recato all’Ospedale per una nuova tac che non ha fatto emergere segni di metastasi.

IL CAMBIO DI ALIMENTAZIONE SERVE? – Il medico che ha commentato la Tac ha però chiarito l’importanza della radioterapia: «Se non avesse fatto nulla, avrebbe ancora la lesione. Non abbiamo dei numeri per poter confermare che solo la dieta ha permesso di curarlo: in medicina ci vuole la statistica». A fine servizio la nutrizionista De Petris ha spiegato che a suo dire il cambio di alimentazione può aiutare nella guarigione di molte malattie come le patologie infiammatorie intestinali, a volte anche quelle tumorali: «Bisogna però valutare lo stato della malattia e se non ci siano altre patologie concomitanti. Il cibo resta però la prima medicina che ci possa essere». Ma l’Ospedale San Raffaele ha confermato il ruolo della radioterapia escludendo che esistano studi in tal senso nella loro struttura e che non esistono prove della validità di tale teoria.

 

«Vi racconto la mia verità sulla carne e sul cancro»

di Stefania Carboni – 13/03/2014 – L’intervista a Mario Pappagallo co-autore con Umberto Veronesi del libro “Verso la scelta vegetariana”

«Nessuno ha detto nel libro che la carne è cancerogena ma neanche che non lo sia». Mario Pappagallo, giornalista scientifico del Corriere della Sera, è co-autore con il celebre oncologo Umberto Veronesi del libro “Verso la scelta vegetariana”. Nell’opera i due autori illustrano tra teoria e pratica, come avvicinarsi all’alimentazione vegetariana. Recentemente è apparso su Giornalettismo un pezzo che smentiva le parole (mai) utilizzate da Veronesi per avallare la tesi di una stretta connessione tra cancro e carne. Parole dell’oncologo smentite anche dall’Istituto Europeo di Oncologia così: «In riferimento all’articolo rilanciato da alcuni siti in Rete – spiega una nota dello Ieo – “La carne è cancerogena: Umberto Veronesi svela il motivo per cui non se ne parla”, si comunica che Umberto Veronesi, Direttore Scientifico di IEO, non ha MAI rilasciato l’intervista riportata, e nessuno dei virgolettati a lui attribuiti è reale. Perorare la causa culturale della scelta vegetariana e della sana alimentazione deve basarsi sulla realtà scientifica e su un dibattito intelligente e solido, non su articoli del tutto inventati che abusano del nome di Umberto Veronesi. Le dichiarazioni attribuite nel medesimo articolo a Umberto Veronesi a proposito di riviste medico-scientifiche e aziende farmaceutiche sono false». Così con Pappagallo abbiamo cercato di capire di più.

«Esiste l’esigenza di esser attenti alle quantità e alla differenziazione alimentare, accentando riscontri scientifici che riportano comunque che i vegetariani campano più a lungo. Che la carne sia cancerogena è noto oramai…»

In che senso scusi?

La carne cotta alla brace aumenta il rischio di cancro al colon retto del 70 per cento. È dagli anni ’80 che è noto. Il secondo dato scientifico è che il grasso animale aumenta dell’30 per cento il rischio di tumore al seno. E questo nel libro è scritto. Questo però non vuol dire che la carne fa venire il cancro ma che bisogna ridurne il consumo. Però in Italia paradossalmente, nonostante i dettami della dieta mediterranea, consumiamo circa 800 grammi pro capite alla settimana quando è stabilito dai nutrizionisti che il massimo indicato è sui 450. Poi andiamo a vedere che contiene la carne: non di chianina, ma di hamburger la cui fonte di allevamento è precisa ma …

Ma?

Ci sono spesso casi di cronaca in Italia, attraverso operazioni dei Nas, che dimostrano come il male in Italia sia la frode alimentare. Un esempio? Carni sceltissime di manzo che contengono tracce di maiale. Frodi che sembrano innocue. il problema è gli allevamenti quali garanzie ci danno? Le cito un esempio. Il latte che è andava distrutto nei formaggi con le aflatossine, contenute nel foraggio, sono cancerogene. Se presente nel latte vuol dire che bisogna monitare il foraggio. Abbiamo fatto una brutta figura internazionale. Ma quale garanzia io ho che i controlli (anche se numerosi) siano fatti a tappeto?

Quindi?

Qual’è la condizione più rischiosa nella nutrizione corretta? Eccedere con qualche cibo. La tendenza italiana è mangiare carne tutti i giorni. Non esiste, agli inizi del ’900 si mangiava carne una volta a settimana, così come non esistevano diete monotematiche.

Ma nel libro è scritto che nessun alimento è individuato come protettitvo o causale. Quindi la carne di per sé non è pericolosa ma dipende da come è allevata?

Esatto. Le faccio un esempio. Gli argentini sono grandi mangiatori di carne ma è carne da pascolo. In questo momento per sfamare un terzo della popolazione mondiale si allevano per il macello circa 3 miliardi e mezzo di capi, per far fronte al fabbisogno alimentare crescente. Come verranno alimentati questi animali per fare profitto? Chiusi, con sostanze che aumentano la massa muscolare senza che facciano movimento. Il professor Veronesi è uno scenziato. La causa va dimostrata scientificamente. Gli studi scientifici sono fatti anche su meta analisi, osservazioni a posteriori, per esempio l’incidenza sul tumore al colon retto in base alle abitudini alimentari delle persone. Se esiste una incidenza dimostrata al 70 per cento questa è stata dimostrata a confronto con persone vegetariane. Il tutto fatto a posteriori. Quando si dice che la causa è dimostrata spesso deve esser fatta in un laboratorio. Dimostrare però una incidenza su casi del genere è difficile e deve esser basato su uno studio lungo anni.

Ma non c’è lo stesso rischio con frutta e verdura cresciuta su terreni inquinati?

Certo, se non coltivata bene. Anche sul biologico. Però noi sappiamo che se uno si nutre (5 pasti al giorno) con frutta di stagione, del territorio, con polifenoli, c’è meno incidenza sulla casistica. Noi sappiamo che il grasso animale aumenta il colesterolo, questo è noto. Se uno mangia più salumi e grassi può rischiare di più, con aumento del colesterolo, di avere un infarto. Però geneticamente potresti avere condizioni tali per cui potresti non soffrirne affatto.

E nel passato?

Nell’antichità la carne di cacciagione si faceva frollare per alcune settimane. Addiritura la chianina era conservata in un posto fresco per tre settimane prima della sua consumazione. Un meccanismo empirico per ridurre i rischi presenti nel sangue. Quindi cosa succede se si prende una carne di manzo, da piazzare nel barbecue? Magri la si fa anche brucciacchiare? In quel momento si creano delle sostanze che possono diventare cancerogene.

Quindi il problema è la carne alla brace?

È il sistema di combustione e bruciatura del sangue. Si crea dulla carne quella crosticina che dà sapore alla brace. Ecco, quella parte non va troppo bruciacchiata ma cotta nei tempi dovuti. Cotta, ad una fiamma non viva e tenuta ad una certa distanza. Ancora peggio se la brace è di carbonella e non di legna. E’ come dire il fumo di sigaretta causa il cancro. Quali sono le componenti cancerogene? La carta, la combustione, l’ossido di carbonio. Se si fuma tabacco puro il rischio sarebbe minore. Anche queste cose fino a poco tempo fa non si sapevano. Le faccio ancora un esempio le righine nere che comparivano sulle carte delle sigarette. Ecco, quella era polvere da sparo, serviva per tenere la sigaretta sempre accesa. Adesso non compare più, ma si tratta di cose recenti. Una sigaretta, fatta con tabacco e carta è meno dannosa delle commerciali che si fumavano finoa qualche tempo fa.

Noi però ci nutriamo di carne. Il nostro organismo lo prevede.

Siamo onnivori. Io non sono favorevole agli estremismi. Noi abbiamo bisogno di tutto e ricordarci che però siamo prevalemenmente mangiatori di ortaggi. Chi dice che i primitivi mangiavano solo carne dice fesserie. Perché? Perché la carne andava cacciata. Si partiva per lunghe stagioni di caccia e si riusciva a mangiare un animale dopo diversi giorni. Per il resto c’erano radici, bacche, frutta. Gli antichi romani si cibavano di farro. Quello che è successo per motivi commerciali e d’interesse come le sigarette ha permesso questa dieta. Il mercato è americano: noi però campiano
più dei cittadini d’oltreoceano. Forse non dovremmo diventare troppo americani ma esser mediterranei. Lo dicono secoli di storia. Perché dobbiamo mangiare l’hamburger due volte al giorno? Onnivoro vuole dire che le proteine animali sufficienti vanno assunte ma attraverso latte, uova, formaggi. Cose che noi assumevamo prima comunque perché la carne era un lusso.

Ma prima?

Il bovino nella cultura mediterranea veniva mangiato dopo anni, si mangiava pollo, coniglio, agnello. Il cavallo e il bovino erano utili per la redditività della famiglia. Su queste riflessioni storiche occorre riflettere. È come la dieta Dunkan che fa dimagrire. E invece può danneggiare il sistema dei reni. È un bestseller, certo, ma poi Dunkan è stato radiato dall’ordine dei medici. Io dico solamente che la maggiorparte delle malattie, in base alla storia ed in base alla mortalità media nei vari paesi del mondo, avviene a causa degli squilibri alimentari. Nel medioevo la patologia più grave tra i ricchi era la gotta. Il ricco moriva prima se non riduceva l’abitudine a mangiare carne tutti i giorni. Certo, dalla carne arrivano elementi riparatori di un muscolo che necessità riparazione o sviluppo. Ma l’energia? Berruti per dire, medaglia d’oro, prendeva energia mangiando un piatto di pasta prima della gara. Per esempio il mito della carne bianca…

La carne bianca è indicata come la meno grassa nelle diete.

Sì. In realtà il pollo faceva movimento, raspolava nelle aiuole. Questa è l’immagine del pollo sano che ricordo io. Il pollo così ha comunque una carne rossa vicina all’osso. Quello che mangiamo oggi sarà sì una carne bianca, ma allevata dentro una gabbietta, più grassa, che nasce, cresce e viene ammazzata ed arriva così sul tavolo. Un pollo la cui però carne (a differenza del ruspante ndr) si stacca velocemente dall’osso. Positivo o no? In natura l’unica carne bianca di colore, non grassa, che esiste è il coniglio. È come il manzo di Kobe, trattato con attenzione ma per forza di cose si tratta di carne grassa. Non è naturale.

Allora mangiare o no?

Il vero problema è che noi se a noi ci piace la carne ci dobbiamo limitare al quantitativo esatto. Risparmiamo sulla quantità ma puntiamo sulla garanzia e la qualità del prodotto. Meglio un rosso d’uovo con lo zucchero piuttosto che una colazione con bacon ed uovo fritto. Ricordiamoci di essere italiani ma non solo nella colazione. Tutto il giorno.

Quindi abbinare i cibi giusti?

Senza eccessi da una parte e dall’altra. Non bisogna seguire le mode ma ascoltare il proprio corpo. Occorre una dieta con prevalenza di frutta e verdura. Chi mangia carne deve ingerire un quantitativo sufficiente di polifenoli. Non solo, occorre “mangiare anche un po’ di meno”. Ovvero alzarsi da tavola “non sazi”. Il problema è non legare le proprie abitudini di vita o culturali a delle modalità codificate attraverso moda, promozione o campagne pubblicitarie. Quando si tratta di salute l’organismo sa cosa fare. Noi abbiamo qualcosa che ci comanda, bisogna saperlo leggere. Bisogna conoscere se stessi, ognuno è diverso dall’altro. Impariamo ad ascoltarci se possibile. Anche in un epoca in cui è difficile sempre più parlare.

Chiudo questo articolo papiromane con…

La storia del tumore guarito di Antonio. È il titolo di un servizio deLe Iene Show su alimentazione e malattie andato in onda mercoledì 5 marzo. Racconta la storia di un uomo calabrese che, dopo aver subito due operazioni ai polmoni per asportare uncancro e essersi sottoposto alla chemioterapia, si è ritrovato con una diagnosi di metastasi al cervello. Effettuata la radioterapia, che gli ha rimpicciolito la massa tumorale, ha rifiutato un altro ciclo di chemio optando, su suggerimento del figlio, per una dieta a base di frutta, verdura acqua alcalina.

Lo scopritore di quest’ultima, Robert O. Young è stato recentemente arrestato perché esercitava senza una licenza medica riconosciuta e la sua sedicente terapia si è rivelata unabufala.

La famiglia di Antonio nel servizio delle Iene parla invece degli studi di Colin Campbell, autore di The China Study (qui il sito italiano dedicato al libro, dove capeggia il link al servizio, mentrequesto è il sito di Campbell, dove, oltre al merchandising, si prendono prenotazioni – rigorosamente a pagamento – per l’unica data italiana del guru, a Verona il 16 novembre). Il volume invita a abbracciare la dieta vegana basandosi su quella che nellascheda del libro viene definita come un’“indagine fatta su ben 880 milioni di persone residenti in Cina e svolta negli anni ’70 del secolo scorso”. Dai dati, raccolti in 27 anni, Campbell e i colleghi cinesi avrebbero stabilito “la chiara connessione tra alimentazione e genesi delle malattie”. I risultati, a detta degli autori, dimostrerebbero che sarebbe “proprio il consumo delle proteine di animali a far insorgere una serie di patologie che altresì possono essere tranquillamente prevenute basando la propria alimentazione su cibi vegetali”.

Prevenzione e statistica
Attenzione alle parole, però. Un conto è parlare di prevenzione, tutt’altro discorso è affermare che esista un nesso causale tra il consumo di alcuni cibi e l’insorgenza di determinate malattie, cosa che non è stata provata scientificamente. Così come nessuno studio ha dimostrato che avere un regime alimentare ricco di vegetali permetta di guarire da alcune patologie.

Una recente pubblicazione apparsa su Cell Metabolism analizza la relazione tra proteine animali e tumori, ma lo fa inserendosi nel solco della prevenzione del rischio: il consumo di carne e formaggi, nel medio periodo provocherebbe un significativo aumento (pari al 75 per cento) della mortalità generale e incrementerebbe fino a 4 volte la probabilità di morire di cancro in alcune fasce d’età. Secondo lo studio, il legame tra proteine assunte e mortalità si riduce fino addirittura a annullarsi se si consumano alimenti di origine vegetale.

Si parla di numeri e statistica, concetti cui si appella anche l’oncologa che ha in cura Antonio e che, rifiutando di farsi riprendere, risponde alle incalzanti domande delle Iene. Non ci sono dati che confermino che la dieta – che pure ha un’importanza nel benessere delle persone – abbia fatto regredire il tumore, miglioramento che invece il medico associa allaradioterapia svolta in precedenza. Ed evidenzia come quello di Antonio non sia un caso isolato, seppur abbastanza particolare. L’oncologa racconta di una paziente che, pur senza cambiare alimentazione, ha avuto gli stessi benefici di Antonio. Accomuna le due storie cliniche il tipo di operazione e la successiva cura convenzionale (nello specifico, la radioterapia) cui si sono sottoposti.

Che cos’è la dieta alcalina
Si tratta di un regime alimentare basato sulla distinzione tra cibi acidi e basici (o alcalini). Questo si stabilisce in base al ph della soluzione: se il valore è nella parte bassa della scala (da 0 a 7) si parla di acidità, altrimenti di alcalinità (da 7 a 14). Il valore 7 è neutro.

La dieta in questione sostiene che, consumando cibi alcalini comefrutta e verdura (il limone utilizzato nel condimento dell’insalata a differenza di ciò che viene affermato nel servizio delle Iene è acido, non basico) si possa “alcalinizzare l’organismo”, cioè alzare il ph. Questo consentirebbe di prevenire e curare alcune malattie.

La medicina aiuta a smascherare la bufala: il nostro sangue è leggermente alcalino poiché ha un ph di 7,4. Questo valore è pressoché costante e minime variazioni vengono corrette dall’organismo in poco tempo. Ciò avviene per evitare due patologie che possono provocare la morte: l’acidosi e l’alcalosi metabolica, a seconda che il ph sia più basso o più alto di 7,4 per un periodo di tempo sufficientemente lungo.

L’alimentazione non guarisce dal cancro
Nel servizio le Iene, a differenza del passato con il caso Stamina, inseriscono un timido quanto autorevole contradditorio. Tuttavia, prima e soprattutto dopo aver dato spazio all’oncologa è un continuo insinuare il dubbio (“ma se stai bene”, “allora funziona”).

Un metodo efficace e già sperimentato che mira a mettere in difficoltà la scienza che si basa sulle prove. A questo proposito l’Aifa ha messo a disposizione dei cittadini Non ho nulla da perdere a provarlo, un vademecum per tutelarsi dalle bufale scientifiche. Il documento mette in guardia dalle cure miracolistiche e dalle storie che puntano all’emotività.

Nel servizio delle Iene, l’altra persona che interviene in qualità di esperta è Michela De Petris, che il sottopancia definisce medico chirurgo specializzato in alimentazione oncologica. L’affiliazione della dottoressa sarebbe il San Raffaele di Milano, ma in una notadiffusa il 6 marzo è lo stesso ospedale a prendere le distanze da contenuti e persone che compaiono nel servizio. De Petris sarebbe una consulente ambulatoriale che “ha espresso opinioni personali” perché “a oggi non esiste nessuna dimostrazione del valore della dieta come terapia oncologica”. E, anche se l’alimentazione è un fattore importante per il benessere di una persona, “nella pratica clinica nessuna dieta può sostituirsi alla chirurgia, alla radioterapia e ai farmaci nel curare i tumori”. La seconda affiliazione riportata dalla Iene è il Centro Arte Medica di Milano, un poliambulatorio che si occupa anche di medicina non convenzionale.

Secondo quanto riportato dalle Iene, l’alimentazione avrebbe un ruolo determinante nella cura delle malattie. De Petris infatti elenca una serie di patologie dalle quali sarebbe possibile guariresemplicemente cambiando alimentazione (allergie, malattie dermatologiche, diabete di tipo 2, patologie infiammatorie intestinali, colesterolo alto, calcolosi e malattie autoimmuni). Risponderebbero bene alla dieta anche alcune forme tumorali:“cambiare stile di vita alimentare serve sempre, in qualsiasi momento: durante la chemioterapia, al posto o in aggiunta”.Questa affermazione, tuttavia, non trova riscontro nel mondo scientifico che pure non sottovaluta l’importanza di una corretta (e bilanciata) alimentazione.

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (Wcrf) ha elaborato dieci raccomandazioni per prevenire i tumori. Tra queste, anche alcune indicazioni alimentari come limitare il consumo di carni rosse e aumentare quello di fruttaverdura e legumi.

A livello europeo, il progetto Epic (European Prospective Investigation into Cancer and nutrition)cerca di approfondire il legame tra dieta, stili di vita, fattori ambientali e l’incidenza del cancro e di altre malattie ricorrenti. Il progetto ha reclutato 520.000 persone in dieci Paesi differenti (tra cui l’Italia).

 

P.S. Vorrei farvi partecipe di una discussione su fb molto interessante, ma sopratutto civile… dopo aver postato un commento che è stato usato come apertura di questo articolo.

Amico fb – Allora cosa mi dici di tutte le informazioni che sta dando in merito all’ argomento …il Prof. Veronesi?

IO –  Veramente il professor Veronesi nel libro che ha scritto “Verso la dieta vegetariana”, scritto da Umberto Veronesi (che è vegetariano) e Mario Pappagallo un testo che in effetti mette in effetti in guardia contro a una dieta troppo ricca di grassi di origine animale,ma che si concentra decisamente sul rispetto alle ragioni etiche come ostativo al consumo di carne animale. Non perché la carne provoca il cancro, quindi, affermazione che nel libro non c’è.

Amico fb Non parlo del libro…parlo di in ‘intervista ..in cui precisa che le proteine animali stimolano le cellule tumorali…se trovo il link te lo invio …e dai un occhiata

IO – Ok mi piace il poter confrontare le nostre conoscenze.

Amico fb – UMBERTO VERONESI “LA CARNE è CANCEROGENA; VI SVELO IL MOTIVO PER CUI NON SE NE PARLA”Chi si alimenta di prodotti animali si espone ad un rischio maggiore di contrarre diversi tipi di patologie. Corre infatti in media il 30% di rischio in più di contrarre molti tipi di tumori, come quello al seno, al colon, alla prostata, al pancreas, alla vescica e ai polmoni. Un’alimentazione carnea induce ad un maggiore rischio di contrarre malattie metaboliche, disturbi cardiovascolari legati al livello di colesterolo nel sangue, infarti, diabete ed obesità. Umberto veronesi: “Le riviste medico scientifiche più accreditate sono sul libro paga delle multinazionali farmaceutiche e pubblicano solo ciò che è consentito loro di pubblicare o ciò che è imposto loro dalle suddette multinazionali. Molti medici e ricercatori sono coscienti degli effetti dannosi del consumo della carne, ma hanno le mani legate. Io che sono uno scienziato di fama internazionale posso prendermi il lusso di fare queste dichiarazioni, se lo facessero loro molto probabilmente non lavorerebbero più. L’industria alimentare e le multinazionali farmaceutiche viaggiano di pari passo, l’una ha bisogno dell’altro e queste due entità insieme generano introiti circa venti volte superiori a tutte le industrie petrolifere del globo messe insieme, potete dunque capire che gli interessi economici sono alla base di questa disinformazione. Ogni malato di cancro negli Stati Uniti fa guadagnare circa 250.000 dollari a suddette multinazionali, capirete che questa disinformazione è voluta ed è volta a farvi ammalare per poi curarvi. È giusto avere uno scambio di info.

Amica fb – per fortuna che la carne non la mangio quasi mai anzi quella rara volta mangio solo carne bianca ovvero petto di pollo alla griglia e senza olio. lo sapevo io che la carne rossa di maiale e di manzo è dannosa all organismo ., seppur non sono una scienziata so bene che è cancerogena per questo la evito di mangiare . che maledetti bastardi ., per il loro business fanno morire la gente e non solo ma prima devono soffrire le pene dell inferno i malati terminali. spero che loro siano i tra questi malati cosi’ che anche loro soffriranno le pene dell inferno. chi di spada ferisce di spada perisce. miei cari amici evitate di intridurre carne di qualunque tipo non so se quella bianca sia permessa ma evitate la carne perfavore evirerete tante atrocità riguardo alla salute. grazie 

IO –  Tah dahhh eccomi qui, scusate se tardo a rispondere ma vivere da solo è molto bello… ma la casa non si pulisce da sola e la spesa non compare per magia nel frigo Guardado in giro, ho trovato questo. C’è da fare due premesesse che ritengo fondamentali. La prima è che io mi pongo SEMPRE dei dubbi, infatti ho coniato la frase ‘La certezza ha le sue radici nel dubbio.’ per cui non vorrei passare per il Bastain contrario di turno, la seconda è che non so quanto sia valido il sito ‘Il Giornalettismo, in cui ho trovato questo: http://www.giornalettismo.com/…/la-bufala-della-carne…/ (si prega di non accendere il fuoco nella Pira  ) Penso che capirai il mio ‘disagio’ (la parola è sbagliata, ma non mi veniva quella giusta) nel trovare notizie e il contrario di esse, dove da ambo le parti dicono che hanno ragione. 

Amico2 fb –  Gente .. informiamoci prima di trarre conclusioni affrettate … tutto e ribadisco TUTTO su questo pianeta è dannoso per l’organismo se consumato in quantità esagerate,perfino l’acqua che beviamo tutti i giorni senza il quale non potremmo vivere.La carne, se consumata nelle giuste dosi non fa male,sono argomenti di cui mi occupo,quindi ho la mia preparazione scientifica.Non date retta ai blog strumentalizzati.Tenete solamente a mente che “noi siamo quel che mangiamo”.. e tutti i cibi se ben proporzionati nella dieta non fanno male !

Amico fb – Sinceramente io a questo punto nn so più cosa credere…Ma comunque rimango dell idea che essendo che il nostro organismo ha un intestino lungo più o meno 9m …credo che faccia più fatica a digerire la carne che la verdura. ..

IO – Concordo pienamente, su entrambi i punti 

 

 

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