*006 La guerra dei Vaccini… un altro puttanesimo!!!

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La certezze affonda le sue radici nel dubbio ma vedo con molta tristezza che io sono l’unico, se non uno dei pochi che applica questo principio. Citando guerre stellari ‘Se c’è un centro luminoso per l’universo, sei sul pianeta che ne è più lontano.’

Ora, sia chiaro che non ho nessun sentimento razzista ma ci siamo fatti battere dalla Croazia.

‘La Corte costituzionale della Croazia ha accolto le leggi obbligatorie di vaccinazione contro nove malattie infettive. La decisione del tribunale è stato tradotto come la seguente lettura: “Il diritto del bambino alla salute è più che i diritti dei genitori alla (errata) scelta.” ‘

 

Perchè ho esordito con ‘ un altro puttanaio’ e al guerra dei vaccini’? Per un motivo molto semplice; ancora una volta,  qui in Italia ci siamo fatti riconoscere.

Nel 1998 un medico inglese il Dottor Andrew Wakefield sosteneva che il vaccino trivalente fosse causa di infezioni intestinali, a loro volta legate alla sindrome di Kanner, meglio nota come autismo; con una pubblicazione sulla rivista scientifica Lancet dello studio del medico inglese in cui descrivevano alcuni casi in cui sarebbe insorto tale legame, divenuta la bibbia in questo paese… ma pochi sanno che il sedicende dottore venne radiato dall’albo dei medici britannici, ma andiamo per ordine, ci ritornerò sull’argomento.

Un recente articolo, mostra quanto noi italiani siamo talmente coglioni e credere a tutte le puttanate che vengono scritte. Gli asini volano, e tutti risponderanno che non è vero ma scruterebbero il cielo nel tentativo di avvistarne uno. Non a caso in una delle sue avventure Sherlock Holmes disse: ”un sot trouve toujours un plus sot qui l’admire.’  (Uno idiota  trova sempre uno idiota più grande da ammirare)

Questa storia è molto più brutta di quello che si possa pensare. E non perché di fronte c’è l’ennesimo scontro tra la politica (il ministero della Salute) e la giustizia (la procura di Trani), perché lì in fondo ognuno fa il suo mestiere: i ministri decidono sulla base di dati scientifici, i magistrati indagano dopo le denunce dei cittadini. Questa storia dei vaccini che causano autismo è molto più brutta perché porta dietro di sé la sofferenza delle famiglie e dei genitori di quei bambini che, disperati, sono pronti ad appoggiarsi su qualsiasi cosa pur di avere una speranza. Quel “qualsiasi cosa” è un medico pugliese dal passato assai travagliato, Massimo Montinari. È lui il santone italiano della guerra ai vaccini. E’ lui il medico che certifica la correlazione tra malattia e vaccino, che segue praticamente tutte le famiglie nelle battaglie legali, che intasca migliaia di euro per visite, perizie e cure sconfessate da tutta la medicina internazionale: Montinari promette di sconfiggere l’autismo con un’alimentazione senza glutine e latte vaccino e con farmaci lternativi (omotossicologici). E un po’ come è accaduto per Stamina, la disperazione è capace di fare miracoli. E così – tra le decine di pazienti in fila nel suo studio di Firenze dove è dovuto emigrare in seguito a scontri durissimi con i suoi stessi colleghi – c’è chi è pronto a giurare che quelle cure sono un portento. E che i loro bimbi ora, grazie a Montinari, stanno molto meglio. Non tutti la pensano così. “Mi ha dato una speranza, mi ha rovinato la vita ” racconta la mamma di un bambino di nove anni, autistico, che quasi per un anno è stata in cura da Montinari. “Ci siamo avvicinati a lui tramite un’associazione – racconta oggi – Eravamo disperati e pronti a tutto. Alla prima visita ci ha chiesto: avete fatto il vaccino? Noi chiaramente abbiamo risposto di sì. Ha allargato le braccia… Ci siamo sentiti in colpa, da lì è cominciato un bombardamento di informazioni, il percorso è lunghissimo e dolorosissimo. E poi i costi: ciascuna visita costa 250 euro, ne avremo fatte una ventina almeno, forse di più. Poi l’associazione che ci aveva indirizzato verso di lui, e il dottore stesso, ci hanno spiegato che era possibile intraprendere la via giudiziaria, la causa, quella che in molti hanno vinto. La perizia l’avrebbe fatta Montinari per qualche migliaio di euro. E poi se avessimo vinto… Ecco, noi ci siamo fermati a quel punto e abbiamo deciso di concentrarci sul nostro bambino”. Questo, certo, è soltanto uno dei racconti. Ce ne sono altri cento, mille che invece parlano di Montinari come un genio, un Messia, un santone boicottato dalla medicina internazionale, dai primari del Gaslini, dall’Istituto superiore di Sanità, da tutti insomma, perché “aveva osato sfidare Big Pharma” (Per sapere che cos’è Big Pharma, vi consiglio di leggere 004 licenziamento della Dottoressa De Petris incredulità, emotività… e iene )  Anche per questo è forse importante chiedersi, chi è esattamente Montinari? E soprattutto che ruolo hanno le sue teorie con l’inchiesta della procura di Trani?  A Bari tutti quello che lo hanno conosciuto ricordano quel chirurgo pediatra del Giovanni XXIII che girava con la pistola sotto il camice. Siamo negli anni ’80-90 e già da allora Montinari parlava di vaccini e di controindicazioni, offrendo teorie per lo meno originali. A Bari non trovava però terreno fertile tanto che nel 2003 decide di provare un concorso in polizia. Lo vince e si trasferisce a Firenze, come dirigente medico. Qui affina i suoi studi e continua quella libero professione che già aveva cominciato a Bari: apre uno studio privato e comincia la sua crociata personale per guarire i bambini dall’autismo. In breve tempo cominciano a sorgere in Italia comitati che portano il suo nome, il Comisva (il Comitato del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni) lo elegge a paladino e insieme con gli avvocati Giuseppe Romeo e Roberto Mastalia comincia ad assistere i genitori dei bambini che decidono di intentare cause contro il ministero della Salute. L’affare diventa sempre più importante, Montinari una volta a settimana va a Roma a visitare, il suo nome rimbalza tra le famiglie con bimbi autistici di tutta Italia. La svolta arriva negli ultimi mesi quando Montinari decide di tornare in Puglia per una serie di conferenze: sei in tutto, una delle quali l’11 gennaio a Trani. Il suo contatto, racconta il medico stesso, è Fabrizio Ferrante, dirigente regionale del Partito democratico, che organizza anche una conferenza pubblica alla quale partecipa il pm Michele Ruggiero, lo stesso che oggi ha aperto l’indagine. Ma questo è un dettaglio.

Dalla Procura spiegano che non potevano fare altro che indagare dopo aver ricevuto una denuncia, che ha presentato proprio Ferrante. A occuparsi del caso sono ora i carabinieri del Nas che proprio in queste ore stanno facendo quello che il pm gli ha chiesto: ieri sono stati al centro epidemiologico regionale per chiedere i dati sul numero di bambini autistici in Puglia per poi provare a fare una correlazione con il vaccino esavalente. “Noi chiaramente daremo tutto quello che ci è richiesto, chissà sia la volta buona…”. Per fare cosa? Cinzia Germinario, docente di Igiene, è la direttrice dell’osservatorio epidemiologico regionale: “Sono venti anni che lottiamo contro questo signore. Noi daremo tutto quello che ci viene chiesto e agiamo chiaramente per via istituzionali. Detto questo dobbiamo già registrare un calo delle vaccinazioni obbligatorie, e questo è pericolosissimo. Significa che rischiano di tornare malattie come polio, morbillo, epatite A o meningiti. Questo sì, per i nostri bambini, è un vero dramma “.  Accertare l’esistenza di un nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino pediatrico anti morbillo, parotite e rosolia e reazioni di tipo autistico o altro, come per esempio il diabete mellito. All’indomani della denuncia dei genitori di due minori ai quali è stata diagnosticata una sindrome autistica ad insorgenza post vaccinale la procura di Trani ha aperto un’inchiesta.
L’ipotesi contenuta nel fascicolo sulla scrivania del magistrato Michele Ruggiero è di lesioni colpose gravissime, al momento è a carico di ignoti. Ai carabinieri del Nas è stato chiesto così di acquisire il piano nazionale dei vaccini e il calendario delle vaccinazioni obbligatorie e facoltative per l’età evolutiva, di capire quale sia la composizione dell’antidoto, quali i suoi produttori, e accertare l’esistenza, in relazione agli ultimi 5 anni, di casi di patologie autistiche insorte dopo la somministrazione del medicinale.
In ultimo gli investigatori dovranno verificare quali sono state le determinazioni assunte dal Ministero della Salute a seguito delle sentenze di condanne da parte di diversi tribunali in Italia che hanno riconosciuto il nesso di causalità. All’inizio del mese a Bisceglie alcuni genitori rappresentati dell’associazione Comilva Puglia sono stati convocati dai servizi sociali del comune di Bisceglie dopo aver deciso di non immunizzare i propri figli e la Asl ha segnalato la vicenda al tribunale dei minori di Bari.
Ma per l’Oms. l’Organizzazione mondiale della sanità, non c’è un legame tra vaccini e autismo. Lo ha ribadito solo pochi mesi fa, nel settembre 2013, in un vademecum pubblicato sul suo sito. Già nel 2012 un’altra sentenza, del tribunale di Rimini, aveva condannato il ministero della Salute a risarcire una famiglia in cui un bimbo avrebbe sviluppato la malattia proprio a seguito dell’immunizzazione. Una correlazione, quella tra vaccinazioni e autismo o altre malattie, negata però dal mondo scientifico e dall’Oms: “I dati epidemiologici disponibili non mostrano nessuna evidenza di correlazione tra il vaccino trivalente per morbillo, rosolia e parotite e l’autismo, e lo stesso vale per ogni altro vaccino infantile – sottolinea l’Oms -. Studi commissionati dall’Oms hanno inoltre escluso ogni associazione con gli adiuvanti al mercurio usati in alcune formulazioni”.

A suggerire un legame furono alcuni studi pubblicati dal medico inglese Andrew Wakefield nel 1998 su riviste come Lancet e il British Medical Journal, che indagini successive hanno dimostrato essere falsi, tanto da meritare il ‘ritiro ufficiale da parte degli organi scientifici.

Questi stessi studi sono i più citati dai vari movimenti contro i vaccini che proliferano soprattutto su Internet. Il vademecum dell’Oms rileva inoltre come la prevalenza della malattia sia di un caso ogni 160, parlando però più correttamente di ‘disordini dello spettro autisticò per sottolineare che si tratta in realtà di una serie di malattie diverse. Ancora poco, conferma l’Oms, si sa delle cause, ma le evidenze scientifiche suggeriscono che vari fattori genetici e ambientali possono influire. Anche i pediatri sulla linea dell’Oms. La “paura” di una correlazione tra il vaccino trivalente non obbligatorio contro morbillo, parotite e rosolia (Mpr) e l’insorgenza dell’autismo è “assolutamente immotivata”. E’ la posizione espressa dal presidente della Spcietà italiana di pediatria (Sip), Giovanni Corsello, dopo l’indagine avviata dalla procura di Trani. “Non c’è alcuna prova scientifica che metta in correlazione autismo e vaccinazioni. Studi sono stati fatti e altri studi sono in corso – spiega Corsello – e non hanno evidenziato alcun legame”. Al contrario, sottolinea, “il fatto che alcuni diano come acquisita una correlazione che scientificamente non è provata rischia di ridurre le copertura vaccinali, con il pericolo concreto che possano riemergere malattie gravi ad oggi quasi scomparse”. Proprio tali paure, denuncia il presidente Sip, “negli ultimi due anni hanno portato ad una riduzione della copertura vaccinale per il morbillo, e questo ci preoccupa poiché, se la copertura scende sotto il livello del 90-95% della popolazione, aumenta il pericolo di epidemie”. Ma il pericolo ulteriore è che, “per un effetto di ‘trascinamentò – avverte l’esperto – vengano penalizzate tutte le vaccinazioni, dimenticando che oggi queste rappresentano invece uno strumento di prevenzione insostituibile”. Il consiglio ai genitori è, dunque, di “continuare a vaccinare i propri bambini con assoluta tranquillità”.
Fondamentale tuttavia, rileva Corsello, è che il ministero della Salute “dia un messaggio chiaro anche ai Tribunali, sul fatto che tale correlazione  non è provata”. Proprio per informare l’opinione pubblica, ha quindi annunciato Corsello, “insieme alla Società italiana di Igiene ed alla Federazione pediatri Fimp, avvieremo una campagna di sensibilizzazione sulle vaccinazioni, che partirà a breve, attraverso i nostri siti e la stampa nazionale, e chiederemo al ministero della Salute di essere partner nella campagna”.Sui vaccini non è il momento di fare allarmismi, per evitare che un calo nelle vaccinazioni metta a rischio i bambini. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin risponde sul fascicolo aperto dalla procura di Trani che indaga sul legame tra autismo e vaccini, e incassa il sostegno della Società italiana di igiene e prevenzione che ribadisce come “la medicina abbia già decretato l’infondatezza di simili teorie”. L’inchiesta è stata aperta all’indomani della denuncia dei genitori di due minori ai quali è stata diagnosticata una sindrome autistica ad insorgenza post vaccinale. L’ipotesi contenuta nel fascicolo sulla scrivania del magistrato Michele Ruggiero è di lesioni colpose gravissime, al momento è a carico di ignoti. Ai carabinieri del Nas è stato chiesto così di acquisire il piano nazionale dei vaccini e il calendario delle vaccinazioni obbligatorie e facoltative per l’età evolutiva, di capire quale sia la composizione dell’antidoto, quali i suoi produttori, e accertare l’esistenza, in relazione agli ultimi 5 anni, di casi di patologie autistiche insorte dopo la somministrazione del medicinale.

IL MINISTRO: ‘EVITARE ALLARMISMI’ – “La situazione è complessa – ha affermato Lorenzin a margine di un incontro con gli studenti dell’istituto Massimo di Roma – c’è un fascicolo della procura, ma anche una mole di rapporti dell’Oms e un grosso lavoro dell’Istituto Superiore di Sanita e degli scienziati. Non è il momento di fare allarmismi, servono dati certi perché i rischi per i bambini non vaccinati sono altissimi”. Secondo il ministro non è il caso di fare campagne contro i vaccini. “La vicenda della presunta correlazione tra autismo e vaccini risale ai primi anni ’80, se ne è discusso molto – ha aggiunto Lorenzin – l’allarmismo comporta danni alla salute, hanno ragione i pediatri a chiedere chiarezza. Prima di fare campagne contro i vaccini bisogna essere veramente certi”. “Alcune procure – ha aggiunto il ministro – emettono sentenze che vanno contro l’evidenza scientifica. Purtroppo le evidenze scientifiche non le fanno i tribunali ma gli scienziati con ricerche e approfondimenti, e noi ci atteniamo a queste evidenze scientifiche”.

GLI IGIENISTI: ‘TEORIE INFONDATE’ 
– La Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SItI) – in una nota – ricorda che “anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente ricordato, attraverso un vademecum pubblicato sul suo sito internet, che non esiste un legame tra vaccini e disordini dello spettro autistico. Se è vero che la scienza concorda, sulla base di dati epidemiologici disponibili, sul fatto che non vi sia alcuna correlazione tra vaccini e autismo è altrettanto vero che l’opinione pubblica e in particolare le famiglie sono oggi più che mai disorientate di fronte alle molteplici informazioni, non sempre fondate, che girano soprattutto in internet sui vaccini. A complicare il quadro – spiegano dall’organizzazione – ci sono anche alcune pronunce giudiziarie. Già nel 2012 una sentenza emessa dal tribunale di Rimini aveva condannato il ministero della Salute a risarcire una famiglia riconoscendo un nesso di causalità tra il vaccino MPR inoculato ad un figlio e l’autismo insorto successivamente. Eppure, riguardo a un’eventuale responsabilità dei vaccini, l’Oms ha già chiarito che ‘i dati epidemiologici disponibili mostrano che non c’è evidenza di una connessione tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia (MPR) e i disordini dello spettro autistico’. E non c’è nemmeno un’evidenza che suggerisca come gli altri vaccini dell’infanzia aumentino il rischio dei disordini dello spettro autistico. Studi che in passato hanno indicato una connessione causale sono risultati seriamente viziati da errori. Come quello datato 1998 del medico inglese Andrew Wakefield, poi radiato dall’albo dei medici britannico, nel quale si sosteneva che il vaccino trivalente fosse causa di infezioni intestinali, a loro volta legate alla sindrome di Kanner, meglio nota come autismo; con una pubblicazione sulla rivista scientifica Lancet dello studio del medico inglese in cui descrivevano alcuni casi in cui sarebbe insorto tale legame. La nota rivista medica ha successivamente ufficialmente ritirato lo studio sui possibili collegamenti tra autismo e vaccino trivalente MPR. Non solo. Due studi scientifici pubblicati nel 2011 su una delle più prestigiose riviste mediche, il British Medical Journal, hanno sancito l’infondatezza dell’associazione tra vaccino MPR e autismo, sottolineando che lo studio di Wakefield è stato viziato anche da pregiudizi ideologici, interessi economici e realizzato con pazienti reclutati attraverso gruppi di anti vaccinatori. Quindi, ha scritto il British Medical Journal, si è trattato di ‘una frode deliberata’. Se la scienza ha fatto chiarezza – concludono gli igienisti sottolineando l’importanza della vaccinazione –  lo stesso non si può purtroppo dire per la società civile che è spesso vittima di messaggi fuorvianti.

IL CODACONS RICORRE AL TAR: ‘STOP ESAVALENTE’ – Contro le parole del ministro, però, interviene il Codacons che in una nota definisce le dichiarazioni della Lorenzin “gravissime”. “Forse la Lorenzin – si legge nel comunicato dei consumatori – dovrebbe informarsi meglio prima di rilasciare dichiarazioni alquanto temerarie. La somministrazione polivalente dei vaccini – spiegano dall’associazione – come avviene nel nostro paese, nonostante solo 4 vaccini pediatrici siano obbligatori per legge, non è affatto esente da rischi per la salute dei bambini, perché può comportare danni da sovraccarico e shock del sistema immunitario. La letteratura scientifica attuale e gli esponenti della comunità scientifica – si dice ancora  – sostengono che la somministrazione polivalente potrebbe indurre reazioni cosiddette ‘autoimmuni’, cioè l’organismo potrebbe arrivare anche a produrre auto-anticorpi che, non riconoscendo più il ‘vero nemico’ da aggredire, aggredirebbero in una situazione di smarrimento generale le funzionalità di organi interni al paziente (es. demielinizzazioni, Les, alterazioni ematologiche, encefalopatie, etc etc). Le evidenze scientifiche, quindi, a differenza di quanto sostiene il ministro della Salute, sono tutt’altro che compatte nel riconoscere l’assoluta bontà dei vaccini. “Per tale motivo – concludono – a tutela della salute dei cittadini e sulla scia dell?indagine aperta a Trani, presenteremo un ricorso al Tar del Lazio per sospendere la somministrazione del vaccino esavalente e limitare la fornitura ai soli 4 previsti dalla legge, con risparmi pari a 114 milioni di euro annui per la collettività”.Non esiste nessun legame tra vaccinazione ed autismo. A ribadirlo in una lunga nota è Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss). A pochi giorni dall’annuncio dell’apertura di una inchiesta da parte della Procura di Trani proprio su questo presunto legame, l’Iss pubblica una nota che esclude, sotto il profilo scientifico, ogni possibile correlazione tra vaccinazioni e autismo.

“La presenza di una possibile associazione causale tra vaccinazioni e autismo – scrive Salmaso – è stata estensivamente studiata e non è stata evidenziata alcuna correlazione”. “Anche l’ultima ricerca pubblicata nel marzo 2013 sul Journal of Pediatrics (Increasing Exposure to Antibody-Stimulating Proteins and Polysaccharides in Vaccines Is Not Associated with Risk of Autism) conferma tale conclusione in linea con le altre numerose evidenze scientifiche disponibili in materia” continua Salmaso. “Nella ricerca – spiega nel dettaglio la responsabile del centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e prevenzione – condotta dai Centers for disease control (Cdc) di Atlanta (Usa), sono stati studiati 256 bambini con disturbi dello spettro autistico e confrontati con 752 bambini non autistici, quantificando la loro esposizione totale cumulativa, nei primi due anni di vita, ad antigeni contenuti nei vaccini, come pure il numero massimo di antigeni a cui i bambini erano stati esposti nelle singole sedute vaccinali”.

I risultati hanno mostrato che il numero totale di antigeni ricevuti entro i due anni di età non differiva nei due gruppi di bambini (con e senza autismo); che il numero massimo di antigeni ricevuto dai bambini autistici nelle singole sedute vaccinali era simile a quello ricevuto dai bambini senza autismo, che inoltre, i bambini affetti da autismo con regressione non avevano ricevuto un numero maggiore di vaccini rispetto ai bambini autistici senza regressione; ed, infine, anche se l’attuale calendario prevede la somministrazione di un numero più elevato di vaccini rispetto al passato, grazie al miglioramento delle tecniche di produzione, il numero totale di antigeni somministrati risulta diminuito. “Quest’ultima ricerca conferma le conclusioni del rapporto pubblicato nel 2004 ed elaborato dall’Institute of Medicine (Iom) (Immunization Safety Review: Vaccines and Autism), basato su una approfondita revisione degli studi clinici ed epidemiologici disponibili sul nesso tra vaccini e autismo, effettuata da un gruppo indipendente di esperti negli Usa” scrive Salmaso.

Nella sua nota Salmaso ha anche cercato di ricostruire come si sia diffuso il dubbio circa una correlazione tra vaccinazione antimorbillo-parotite e rosolia (Mpr) ed autismo. “L’ipotesi – spiega Salmaso – è stata sollevata  da uno studio inglese pubblicato nel 1998 su The Lancet. L’ipotesi è stata successivamente valutata da numerosi studi condotti sia in Europa che negli Usa, ma nessuno di questi ha confermato che possa esserci una relazione causale tra vaccino Mpr e autismo. Gli stessi autori dello studio inglese hanno successivamente ritirato le loro conclusioni e nel 2010 la rivista The Lancet ha formalmente ritirato tale articolo. Oltretutto è stato riportato che, oltre ai difetti epidemiologici di questo studio, numerosi fatti circa la storia anamnestica dei pazienti fossero stati falsificati dall’autore Andrew Wakefield per supportare i risultati e che l’intero studio fosse distorto da interessi economici. L’Autore è stato radiato dall’Ordine dei medici per il suo comportamento. Successivamente la revisione dello Iom, insieme gli studi dei Cdc statunitensi e di altre organizzazioni inclusa l’American Academy of Pediatrics, un’organizzazione professionale con 60 mila membri, come pure una revisione di numerosi studi epidemiologici condotti in diversi Paesi europei, hanno raggiunto le medesime conclusioni.

Arriviamo adesso al Clou, alla ciliegina sulla torta!

Lucia D’Augelli: “Niente vaccini per mia figlia. Non ho giocato con la sua salute”

La leader del Comilva: “Ho fatto ricerche per due anni”

NON vuole essere chiamata obiettrice. “Perché partiamo da una presa di posizione diversa, il nostro è un dissenso informato”. Non ditele che sta combinando un disastro, con quella folla di genitori impauriti in Italia e malattie ormai debellate che per questa loro iniziativa rischiano ora di tornare, questo dicono almeno gli scienziati. “Non è vero che i vaccini hanno debellato le malattie: è stata l’igiene, al massimo, grazie al progresso”. Però questo sì, dice che la sua è una Crociata, con la C maiuscola. “Vendevo mobili, ora per colpa della crisi non ho un lavoro. Non ho alcuna competenza tecnicoscientifica ma mi informo, e so che io sono dalla parte giusta”. Un po’ grillina, un po’ testimone di Geova (“parliamo, come ti chiami? Ti posso dare del tu? Hai una bambina? L’hai vaccinata? Davvero? Chiamami, ti posso spiegare”) la battaglia contro il vaccino nasce da qui, dalla voce pacata ed educata di Lucia D’Augelli, la guida del Comilva, il Comitato del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni. Dietro l’esposto che ha dato via all’inchiesta della procura di Trani ci sono loro.

Lei ha vaccinato sua figlia?
“Chiaramente no. Mia figlia ha sette anni”.

Non ha fatto nemmeno quelli obbligatori?
“Nessuno. La mia scelta è arrivata dopo due anni di ricerche, ho letto tutto quello che c’era da leggere, soprattutto su Internet. A quel punto ho consegnato alla mia Asl il dissenso informato, spiegando loro il perché avevo deciso di non vaccinare la mia bambina che ora sta benissimo. Anche perché non si è sottoposta ai vaccini”.

La Asl l’ha denunciata?
“No. Mia sorella, che ha fatto la nostra stessa scelta, invece è stata denunciata. La Asl ha segnalato il caso al tribunale dei minori che ha fatto scattare, così come previsto, l’avvio di un fascicolo presso i servizi sociali. Però abbiamo vinto la causa, così come tutte le altre intentate a Taranto, Bari, Brindisi, Lecce. I giudici tutelano il nostro diritto alla libera scelta”.

Che scelta è esporre i vostri figli a malattie ormai debellate?
“Questo è un falso”.

Lo dice la comunità scientifica internazionale. Tutti, dall’Organizzazione mondiale della sanità ai pediatri, dicono che quello che dite è falso: non c’è nessuna correlazione tra autismo e vaccino.
“Ci sono giudici però che hanno deciso in senso opposto. E lo fanno sulla base di perizie medico legali non di parte. È una questione di dati di fatto, ci sono dei problemi che sono stati codificati dal ministero della Salute. Anche la Puglia ha avviato un percorso per la sospensione dell’obbligo vaccinale: la commissione tecnicoscientifica sta approfondendo la situazione”.

Voi però confondete i piani: le condanne sono arrivate per rimborsare casi in cui ci sono state complicanze al vaccino, che comunque in piccole percentuali sono previste.
“E perché dovrei mettere in pericolo mia figlia?”

Signora, lei così la mette più in pericolo.
“Ma chi lo dice?”.

L’Organizzazione mondiale della Sanità.
“E sbagliano. Io è vero, avevo un’azienda di mobili. Ma non sono stupida. E qui c’è chi manipola la verità, tirando sempre fuori la storia del dottor Waterfield (ndr, il medico che per primo teorizzò la correlazione tra il vaccino esavalente e l’autismo sulla base di dati farlocchi) quando invece qui parliamo di molto altro”.

È vero che ci sono medici di riferimento dell’associazione?
“No”.

Voi non indirizzate chi si avvicina a voi verso nessun medico?
“No… Però spesso ci chiedono di alcuni medici in particolare”.

Ed è vero che questi medici promettono di far guarire dall’autismo?
“In alcuni casi, glielo assicuro, hanno fatto passi da gigante”.

Mi permettete una domanda? Vi autorizzo a darmi del misogeno sessista, perchè , o in nome di quale dio tutte queste disastrose puttanate sono portate avanti da donne?
 Lucia D’Augelli: “Niente vaccini per mia figlia. Non ho giocato con la sua salute” [infatti ci sta giocando adesso… ]
Perché partiamo da una presa di posizione diversa, il nostro è un dissenso informato“…“Non è vero che i vaccini hanno debellato le malattie: è stata l’igiene, al massimo, grazie al progresso” [quindi all’introduzione dei vaccini, il classico cane che si morde la coda]…”Nessuno. La mia scelta è arrivata dopo due anni di ricerche, ho letto tutto quello che c’era da leggere, soprattutto su Internet.” [Quindi è lapalissiano che abbiamo di fronte un’altra laureata alla famosa università del Dottor Youtube Faidatechefaipertreolè.
Le implicazioni di una abbassamento della guardia nelle vaccinazioni infantili lo si sta osservando  in Siria, dove la guerra ha interrotto il programma di vaccinazione infantile.
La terribile poliomielite è ora fuori controllo in Siria. I bambini, compresi quelli che fanno ai campi profughi nei paesi circostanti, sono stati condannati alla paralisi permanente. Non riuscendo a vaccinare un bambino contro una malattia trasmissibile è come se si mandasse fuori in pubblico con una bomba nel petto:  se qualcosa innesca un’esplosione che sono i più propensi a morire, ma c’è un rischio sostanziale tutti vicino a loro saranno farsi male pure.

 

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