Sono stato, con un amico, al bellissimo festival dell’Oriente… la prossima volta ci vado da solo.

Per tutto il viaggio (quasi un’ora) ha parlato, senza mai sputare, spiegando che Giappone non è al pronuncia giusta,  ma è una storpiatura occidentale perchè la vera pronuncia è Giapon bla bla bla Nippon bla bla bla bla, al che uno dei passeggeri gli fa la fatidica domanda…

“Ma lei sa dove si trova il Giappone?”

“Ma certo che domande, ma lo sanno tutti che si trova ad est del monte Fuji.” se mai ci fu necessità per un uomo di appoggiarsi alla parete e prenderne i colori per diventare invisibile… quella era l’occasione giusta!

Per amor di discussione ho passato dieci minuti a cercare di chiarire il concetto, che il Giappone non si trova ad est del monte Fuji, ma attorno allo stesso. Finalmente arrivammo a destinazione e li la mia pazienza incomincia ad scricchilare quando le mie povere orecchie, udirono quanto segue: India, Marocco, Persia, Cina… ma che c***o centrano con l’Oriente?

Una ragazza che stava facendo la fila, si girò e … ‘Forse perchè stanno in oriente?’

Io ho sentito freddo! Lui mi ha guardato con l’espressione ‘ma chi è questa?’ e prima incominciasse a proferir verbo, dissi ‘Non sono un’esperto… ma come indizio mi sembra rilevante… stacce!’

Entriamo nei padiglioni preposti a tale rassegna e subito colori, musica ci avvolsero ed accarezzarono. Ci vennero incontro tre ragazze giapponesi con addosso il tradizionale kimono… la ragazza al centro ci salutò (almeno credo) in Giapponese.

Amico: ‘Che maleducato, che fai non gli rispondi?’

Io: ‘(alla ragazza) Ciao. (ad Amico) Che je devo dì!  Ha parlato per tre minuti e forse, dico forse, sono riuscito ad individuare un paio di punti e una virgola…’

Amico: ‘Ma come mi hai corretto, su questo e su quello e poi non sai rispondere ad una semplice frase, allora che ci vieni a fare al festival dell’Oriente?’

Io: ‘(ad Amico) Non è che se fanno il festival di Harry Potter non ci posso andare perché non so volare su una Nimbus 2000.’ non so perché ma all’improvviso mi si è svegliato l’istinto di fare pratica con la tecnica ‘le cento mani di Hokuto’, unite con la tecnica sumo ‘palmo tonante con cinque dita attorno’ sulla sua faccia. Con un educato inchino ‘Vi prego di scusare il mio amico… una volta si e l’altra pure il suo cervello non… purtroppo la garanzia è scaduta e non posso fare il reso.’ Sospetto che le ragazze capissero l’italiano, perchè hanno fatto a gara a non ridere… o forse ridevano perchè ho fatto una cagata d’inchino? Non voglio indagare!!!

“Ma che c***o e i fumetti?  Io sono venuto per i Manga!” volevo, lo giuro, spiegare la differenza tra Festival dell’Oriente e Romics (la Fiera del Fumetto che si tiene sempre alla Fiera di Roma) ma ho pensato ‘spiegarne la differenza, sarebbe come spiegare ad un sasso come si nuota in stile libero.’

Inutile dire che ‘la bestia’ venne attirata come ferro da una calamita, a tutti gli stand dove c’erano delle spade elogiando la forma e, bla bla bla ciofeche da 85 euro. Le uniche spade interessanti erano delle repliche di addestramento da 200 euro, ovviamente disprezzate da ‘lui’ in quanto non hanno draghi e puttanate fantasy.

Il maestro Tizio, diede una dimostrazione del’arte della spada, salì sul palco e si inchinò davanti alla sua assistente dicendo semplicemente  ‘AI’ …

“Eh no, ha sbagliato… il piede non si mette così… e poi il saluto non si fa in questo modo…. la spada va messa in un altro modo…”

“Ma che c****o, ancora deve cominciare e tu fai critiche? Tu! Tu che alla prima lezione hai messo ferro e fuoco la palestra dicendo che ti ha dato la sola, perchè lo volevi stereo e lui ti ha dato un kiMONO e quel disgraziato di sensei ha sprecato una decina di lezioni per spiegarti come si fa il nodo alla cintura, quando in dieci minuti avrebbe fatto il nodo per impiccarti…” non so ma incominciavo a maledire il fatto di essere andato assieme a lui.

Ma la ciliegina sulla torta, venne quando stavamo per uscire. Un’ modella si stava prestando ad una seduta di body paint e l’artista stava pitturando un seno della ragazza.

Ora dopo aver appurato, che la ragazza aveva una bellissima terza, mi concentrai su ciò che l’artista stava pitturando… sembrava che stesse pitturando La grande onda di Kanagawa (神奈川沖浪裏 Kanagawa Oki Nami Ura,) del pittore giapponese Hokusai (1760-1849).

“Ma sei un porco, non hai mai visto un paio di tette?” accompagnato da uno scappelotto sul collo. In quel momento, il minotauro che è in me prese il sopravvento e ruggì tutta la sua frustrazione fino a quel momento tenuto a bada.

“Partendo dal presupposto, che la ragazza non ha niente, che non abbia visto da qualche altra parte… parli tu che quando ti sei accorto che qui si faceva body paint hai incominciato a sbavare come le lumache e quattro persone prima di cadere hanno fatto mezz’ora di pattinaggio artistico? ” e me ne andai lasciandolo li.

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