E’ l’amico e’
una persona schietta come te
che non fa prediche
e non ti giudica
fra lui e te divisa
due la stessa anima

Tutte stronzate!

Quando nel 1989 decisi di intraprendere l’hobby del teatro, lo feci per di più per risolvere un grave problema di balbuzie. Contento dei risultati, incominciai a dire a tutti i miei amici che avevo fatto un corso di teatro, e che li volevo invitare a vedere il il saggio.

– Tu… stai sul palco?

– Si – tutto contento.

– e dici le battute?

da li ho capito di che pasta erano fatti.

L’amico ( i miei) è saccente e deve dire la sua, anche se non capisce nulla. E’ quello che quando gli dici, che stai facendo uno spettacolo, lui, ti dice ‘vengo, se mi rimedi un omaggio’ o ‘vengo, se tu vieni prima al mio’ .

Non concedo omaggi per un motivo semplice, non vengono concessi dai teatri, e di certo non ti pago a te il biglietto… allora volendo fare (male) lo spiritoso citano (spesso a cazzo) ‘ma come nella Turandot si dice:Vissi d’arte, vissi d’amore, qual piuma a l vento e mai dimandai, dove lo metti?.”

-Allora se vuoi fare una citazione, falla bene ‘Vissi d’arte e d’amore’  è Tosca. ‘qual piuma al vento’ è Rigoletto e  ‘mai dimandai’ Dante il quinto canto dell’inferno…-

-Vabbè è e uguale.- il superficialismo mi ha fatte sempre girare le palle e ‘il dove lo metti, non è mai stato specificato… non serve vero?

Cerchi di allora rifugio nei possenti mezzi moderni… pia illusione ahahahahaha

Per meglio coordinare gli amici da invitare (ovviamente erano esclusi, parenti che vivono fuori Roma) ho creato un gruppo su whatsapp per meglio gestire la cosa, chiamato ‘teatro’.
Prima ancora che spiegassi la ragione, circa un terzo si sono cancellati, e stiamo parlando di quelle persone che mi hanno visto, in versione tecnico e mi avrebbe fatto piacere che mi vedessero anche come attore… cosi tanto per.
Amici che mi hanno sempre professato ‘quando fai uno spettacolo, diccelo che veniamo a vederti’ e ti senti dire ‘vengo se mi rimedi un omaggio’, oppure ‘eh ma devo prendere la macchina e venire li’ che detta così, chissà quanti ettari di chilometri devono fare. Detta così sembra che io sto facendo spettacolo a Melburne e loro stanno a mezzo pianeta di distanza… Ostia è grande appena 4 chilometri; quando a ‘loro’ gli serve una mano sui computer perché sono impediti, IO ME LA FACCIO A PIEDI TRANQUILLAMENTE.

Ad ogni spettacolo, quando dalla regia mi vado a riprendere la telecamera, che ha immortalato il mio fulgido momento, come un fantasma passo tra coloro che hanno appena visto lo spettacolo, vedendo parenti e amici (degli altri attori) che si sbracciano e fanno una marea di complimenti.

Ancora ricordo un nonno che disse al nipote dopo la fine di uno spettacolo ‘sono fiero te’, ci fosse stato uno stronzo che me lo avesse detto… ma è sottinteso, anche se i parenti non te lo dicono… COR CAZZO NON MUORI SE LE PRONUNCI, PER DIO.

Be allora passiamo al piano B: narrativa.

Dopo aver letto, i libri di Harry Potter, decido di fare un esperimento, scrivere due righe e vedere se riesco a dargli un senso… ne esce un racconto di 28 capitoli.

Ancora una volta, orgoglioso lo mostro ai miei amici e anche questa volta la gloria dura poco, perché il genio ha messo la prima riga sul motore di ricerca e ha trovato il sito di fan fiction, dove ho ‘pubblicato’ la storia sotto lo pseudonimo di ‘Nakano’ ( ho fatto richiesta di cambiarlo in Heinrich von Larsen)  e tutto gongolante mi fa: ‘hai copiato il racconto dal sito EFP fanfiction’ diventando ai loro occhi, un ‘Effimero’ cioè colui che vive con la luce degli altri.

Se io sono destinato ad non esere nessuno, non lo sarà il mio Alter ego.  Fanculo a quelli poveri deficienti che sono i mie i amici e parenti, soffro di claustrofobia, non posso frequentare le menti chiuse .

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