http://munafo.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/06/03/gli-italiani-sono-i-piu-razzisti-deuropa-primi-per-odio-contro-i-rom-i-musulmani-e-gli-ebrei/

Non è la prima volta che incappo, in questo articolo, e non è la prima volta che leggo di commenti pro e contro.
Permettetemi, amici miei di poter dire la mia, saltando tutte le puttanate socio-quantistico-letterarie-esistenzialiste da ritrovo al pub; perché il problema non si ferma ai rom, agli extra-comunitari e all’odio razziale (che rappresenta solo la polvere sulla punta dell’iceberg).
Ho girellato un po su internet, perché dovevo trovare alcune informazioni specifiche.

1 – Radice del problema: Analfabeta funzionale (o di secondo livello)
2 – Nodo del problema: Educazione in famiglia, latente
3 – Estensioni del problema: Nessun pensiero autonomo ‘il gruppo pensa’, nessun dubbio perché ‘il gruppo sa tutto’

Prima di parlare di questi problemi, vorrei spiegare il problema del razzismo e perché si sta accentuando in questi giorni.
Credo che sia Machiavelli che lo ha detto, ma non fustigatemi se sbaglio; “Chi non conosce la storia è destinato a ripetere gli stessi errori.” e noi in fatto di lungimiranza, siamo gli ultimi… anzi ho il dubbio che molti non sappiamo neanche come si scriva questa parola, figuriamoci a conoscerne il significato.
Tutto incominciò dalle parti degli anni 80-90 con l’apertura delle frontiere, e con le conseguenti ondate cicliche russi , polacchi ecc ecc.
Ovviamente le persone venute qui, per uno sputo di lavoro in cambio di un tozzo di pane, hanno trovato l’America, per il semplice motivo che l’extracomunitario vuole la metà di un italiano e il 60% l’italiano si sente troppo superiore ai lavori di basso ceto (manovale, muratore ecc. ecc.) che però va a fare all’estero, quando cerca lavoro. Ma torneremo su questo più tardi. Gli extracomunitari hanno di conseguenza abbassato il costo del lavoro, a cui un italiano con anni di cantiere sulle spalle, non può sopperire; conosco persone che pur tenendosi bassi, non vengono assunti Perché costano quanto due o tre extra comunitari.
Ecco spiegata la base del razzismo (Ovviamente non considero, fatti gravi come furti, stupri e assassini perché citando una mia amica:’… ladri, gli assassini, gli stupratori non hanno colore. Sono delinquenti e basta, e come tali VANNO perseguiti.)
Noi non eravamo così, non il secolo scorso ma solo una quindicina di anni fa.

1 – Radice del problema: Analfabeta funzionale (o di secondo livello)
“Un analfabeta funzionale, apparentemente, non deve chiedere aiuto a nessuno, come invece succedeva una volta, quando esisteva una vera e propria professione – lo scrivano – per indicare le persone che, a pagamento, leggevano e scrivevano le lettere per i parenti lontani.
Un analfabeta funzionale, però, anche se apparentemente autonomo, non capisce i termini di una polizza assicurativa, non comprende il senso di un articolo pubblicato su un quotidiano, non è capace di riassumere e di appassionarsi ad un testo scritto, non è in grado di interpretare un grafico.
Non è capace, quindi, di leggere e comprendere la società complessa nella quale si trova a vivere.
Tre italiani su 10, ci dice l‘OCSE, si informano (o non si informano), votano (o non votano), lavorano (o non lavorano), seguendo soltanto una capacità di analisi elementare: una capacità di analisi, quindi, che non solo sfugge la complessità, ma che anche davanti ad un evento complesso (la crisi economica, le guerre, la politica nazionale o internazionale, lo spread) è capace di trarre solo una comprensione basilare.
Un analfabeta funzionale, quindi, traduce il mondo paragonandolo esclusivamente alle sue esperienze dirette (la crisi economica è soltanto la diminuzione del suo potere d’acquisto, la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta il prezzo del gas, il taglio delle tasse è giusto anche se corrisponde ad un taglio dei servizi pubblici…) e non è capace di costruire un’analisi che tenga conto anche delle conseguenze indirette, collettive, a lungo termine, lontane per spazio o per tempo. Ma, anche se all’allarme corrispondesse un reale investimento dell’attuale Governo – e, purtroppo, la storia recente ci porta a dubitarne – quale diga fermerà il crollo verticale della cultura degli italiani, se a chi ci deve rappresentare e a chi ci deve insegnare non si impone di essere più preparato, e non meno preparato, del proprio popolo, dei propri impiegati, o della propria classe?
Non esiste cura, se i primi a rifiutare la complessità e l’approfondimento sono i nostri insegnanti, i nostri manager, i nostri politici.
La scuola italiana, da sempre fondata sul dogmatismo, ha visto annullate le proprie spinte verso un insegnamento diverso, riducendosi alla trasmissione di competenze inutili, perché si dimenticano il giorno dopo l’interrogazione, e che non insegnano a capire, ad analizzare, a criticare, a soppesare, a riassumere.
Era il 1974, quando Sergio Endrigo, ispirandosi a Gianni Rodari, incise su un disco questo prologo illuminante: Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769. Il 22 ottobre del 1784 lasciò la scuola militare di Briennes con il grado di cadetto. Nel settembre del 1785 fu promosso sottotenente. Nel 1793 fu promosso generale, nel 1799 promosso primo console, nel 1804 si promosse imperatore. Nel 1805 si promosse re d’Italia. E chi non ricorderà tutte queste date, sarà bocciato! Un analfabeta può anche imparare a memoria che Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769, e che nel 1805 si promosse re d’Italia, ma non per questo avrà gli strumenti per accogliere ed analizzare la complessità della società in cui vive.
E anche lui, come i ragazzi che spesso la nostra scuola respinge – quelli che non vengono messi in grado neanche imparare le date a memoria – rischia di entrare a far parte di quel folto gruppo per i quali la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta la bolletta del gas.”

Wired
Vanessa Niri Coordinatrice pedagogica aprile 11, 2014

In uno dei suoi spettacoli Brigliano disse “.98 centesimi annui per Whatsapp? Scandalo, e subito cordate sotto il palazzo del governo, gridando ‘ladri, ladri”, l’Imu a tremila euro per una baracca di due metri quadri, va bene e non si lamenta nessuno, ma 0,98 centesimi per Whatsapp…”

Spesso mi sono sentito dire:
Lui – Ma come non sai quando è nata la triplice alleanza?
Io – Devo formattare un computer, non mi interessa sapere quando è stata fondata
Lui – Ma è storia… però conosci i metodi di numerazione binaria, ottale ed esadecimale, che non ti servono a niente.
Io – Fanno parte della disciplina che ho scelto per prendere il diploma in informatica.

A fronte di questo, mi viene voglia di citare un episodio tratto da ‘Lo studio in rosso’ di Sir Arthur Conan Doyle:’…Sembra sbalordito disse Holmes, e sorrise osservando la mia espressione. Ora che mi ha insegnato queste cose, farò del mio meglio per dimenticarle. [..] il cervello d’un uomo, in origine, come una soffitta vuota: la si deve riempire con mobilio di nostra scelta. L’incauto v’immagazzina tutte le mercanzie che si trova tra i piedi: le nozioni che potrebbero essergli utili finiscono a non trovare più spazio o, nella migliore delle ipotesi si mescolano e si confondono con una quantità d’altre cose, cosicché diviene assai difficile reperirle. Viceversa, lo studioso accorto seleziona accuratamente ciò che immagazzina nella soffitta del suo cervello. Ci mette soltanto gli strumenti che possono aiutarlo nel lavoro, ma di quelli tiene un vasto assortimento, e si sforza di sistemarli nell’ordine perfetto. E’ un errore illudersi che quella stanzetta abbia le pareti elastiche e possa ampliarsi a dismisura. Creda a me, viene sempre il momento in cui, per ogni nuova cognizione, se ne dimentica qualcuna acquisita in passato. Di conseguenza importantissimo evitare che un assortimento di fatti inutili possa spodestare quelli utili. […] Lei dice che noi giriamo attorno al sole. Se girassimo attorno alla luna non cambierebbe nulla per me o per il mio lavoro…”

2 – Nodo del problema: Educazione in famiglia, latente.
Se offendi un inglese, offendi l’intero Regno Unito, se offendi un italiano… il resto del paese continuerà a farsi i cazzi suoi.
Non vi è unità nazionale, se non durante i mondiali.
Ogni italiano, penserà a se.
Ponendo che al tempo dei miei genitori l’istruzione fosse 100, con la mia generazione forse siamo a 80. con la generazione successiva forse 60 poi 30, 10 e così via; perchè è successo questo?
Possiamo scoprire tutto quello che vogliamo, ma se non cerchiamo evolvere il nostro modo di pensare…
I genitori non impartiscono più l’educazione a mani aperte e dall’alto verso il basso, come si faceva negli anni 70; adesso i genitori sono tolleranti e fanno fare tutto ai figli, ma se li riprendi difenderanno i loro pargoli anche se hanno torto, insegnandogli che loro possono fare tutto.
Alle nuove generazioni non viene insegnato il rispetto per le cose degli altri, come non viene insegnato il rispetto per la nazione e lo stato.
Quando feci un corso della regione, il professore di diritto di raccontò questo aneddoto:” Eravamo in Svezia, stavamo facendo una gita in macchina, guidava un nostro amico svedese. Si fermò al semaforo, visto che non passava nessuno, gli dissi ‘Dai passa che non c’è nessuno’ e lui rispose ‘No, perché darei un cattivo esempio a chi ci guarda.” ovviamente qui, forse sei al sicuro se passi con il rosso e bendato…
Chi ci deve proteggere spesso si sente ‘il grande sceriffo delle stelle’ e i magistrati spesso proteggono gli extra comunitari ‘perché vivono in una situazione disadattata’ con Suv da sessantamila euro.

3 – Estensioni del problema: Nessun pensiero autonomo ‘il gruppo pensa’, nessun dubbio perché ‘il gruppo sa tutto’
Alla luce di quanto esposto, ciò che chiude questo quadro è chiaro.
In una nazione dove la percentuale di analfabetismo funzionale, rischia di aumentare ogni anno, la mancanza di lungimiranza e la pochezza mentale delle nuove generazioni sono terreno fertile per il razzismo.
Il gruppo è facile, e ci si sente protetti, ma si commette un errore non accettando l’estraneo, si rimane chiusi e si rischia di estinguersi come si estinsero gli uomini di Neanderthal quando arrivarono i Cro-Magnon.

Questo è la base per capire e prevenire il razzismo a cui si impegnano associazioni ( a livello internazionale) come ‪#‎HeforShe‬ e ‪#‎nohate‬ (a.k.a ‪#‎NOH8‬) solo per citarne alcune.

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