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Sto seguendo la vicenda di questa povera crista, con un misto di schifo, parolacce e di altre cose che non posso dire, pensatele voi quelle che volete. Non basta il fatto che che a questa povera ragazza siano passati sette anni da incubo no, adesso grazie a questa sentenza, si è ritrovata come era sette anni fa; all’inizio. All’inizio di un incubo, un incubo che non morirà mai, un incubo del quale sarà sempre lunedì mattina e mai domenica. Ho trovato, un’articolo di risposta, di uno degli avvocati difensori, alla lettera di sfogo, di questa ragazza sul blog Abbattiamo i muri «Se fossi morta sarei più credibile?»
Non voglio, gettare fango… ma leggendo quest’articolo mi sono sorti alcuni dubbi; che voglio condividere con voi e lo farò tra parentesi quadre.
«Sta infangando la vita di 6 innocenti»

 La risposta dell’avvocato di uno dei sei giovani accusati di stupro e poi assolti, dopo il post amareggiato della ragazza che nel 2008 li denunciò di violenza sessuale

Qualche ora dopo la pubblicazione dell’articolo «Se fossi morta sarei più credibile?», il post amareggiato della ragazza che denunciò sei coetanei di averla violentata nel 2008 alla Fortezza del Basso e appena assolti dalla Corte d’Appello di Firenze, abbiamo ricevuto un’email da Salvatore Santagata, avvocato di L.P, uno dei sei. La lettera della giovane che oggi ha 29 anni era un commento sulla sentenza che ritiene ingiusta: «A sette anni di distanza ho ancora attacchi di panico, ho flashback e incubi e lotto giornalmente contro la depressione e la disistima di me». Come abbiamo dato spazio alle sue parole, crediamo sia giusto darne altrettanto alla controparte. Qui riportiamo l’email ricevuta: «In qualità di difensore di L.P., uno dei ragazzi accusato falsamente di aver commesso il più odioso dei delitti tra quelli contemplati dal codice penale, ritengo necessario ristabilire quella verità che per sette anni è stata distorta infangando la vita di sei (in realtà sette, vedremo poi perché) ragazzi e delle loro famiglie. La sentenza della Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto l’innocenza degli imputati semplicemente perché è stato dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che non vi fu alcuna violenza sessuale di gruppo e che la ragazza non era e non è assolutamente attendibile, perché non si può riconoscere la patente di attendibilità a chi ha calunniato un povero innocente (il settimo ragazzo) ed ha mentito per ben 29 (ventinove!) volte.

[vorrei ricordare: stato di post-sbornia, shock, paura. Se ha mentito queste 29 volte, dove è possibile leggere le dichiarazioni di questa ragazza? Così per curiosità.]

In questa triste vicenda, infatti, nessuno ha ricordato che durante tutto il processo di primo grado i ragazzi accusati dalla sedicente vittima erano sette e non sei. Per fortuna, però, il Tribunale di Firenze – nonostante la ragazza abbia riferito più volte, sotto giuramento, di avere impresso il ricordo di questo settimo ragazzo, con il cappello e la camicia nera, nell’abitacolo della macchina nel momento in cui cominciarono le presunte violenze di maggiore gravità – ha escluso la sua presenza per una serie numerosissima di circostanze oggettive, tutte puntualmente riscontrate, che lo collocavano altrove rispetto al luogo della presunta violenza. A tale proposito è bene sottolineare che la sedicente vittima non ha impugnato la sentenza di assoluzione pronunciata in favore di questo settimo ragazzo. infatti, è stato invece assolto il brasiliano di 29 anni, D. De M. S. [La Nazione Firenze 14/01/2013] Alla calunnia di cui abbiamo appena detto, si aggiungono le 29 falsità di cui riportiamo, in via di estrema sintesi, soltanto le più rilevanti:

1.Il Tribunale di Firenze (nella sentenza di primo grado, confermata sul punto da quella di appello) ha affermato che gli esami medici compiuti escludono la violenza sessuale descritta dalla ragazza stante la TOTALE CARENZA DI TRACCE DI ESSA, pacificamente incompatibile con un episodio di stupro di gruppo.

2.Sempre per il Tribunale di Firenze (nella sentenza di primo grado, confermata sul punto da quella di appello), la ragazza mente anche sul luogo della presunta violenza poiché dagli accertamenti tecnici esperiti “Non è revocabile in dubbio che a quell’ora gli imputati,(…), fossero nella zona dove tutti sostengono (…). L’incontrovertibile ricostruzione non può che essere messa in relazione con la testimonianza sul punto della persona offesa, pregiudicandone fortemente l’attendibilità, anche con riguardo alle risposte, in controesame a specifiche domande, di espressa esclusione da parte sua che la fase più grave dell’accaduto avesse avuto luogo presso lo “Strizzi garden” (…).

[visto che: Prima di lui hanno testimoniato tre giovani, un ragazzo e due ragazze. Il primo aveva visto la giovane su una giostra, circondata da un gruppo, dal quale ogni tanto ”uno si staccava, la baciava e la palpeggiava”. Poi lui stesso, mentre stava uscendo con alcune amiche, la vide lasciare la Fortezza, ”sorretta da due ragazzi”’, domanda, scusate ma io sono stupido; passi il ‘uno si staccava, la baciava e la palpeggiava’ quindi si può supporre che ci stava, ma la frase successiva mi lascia un pochino perplesso ‘sorretta da due ragazzi’ come faceva ad essere ‘presente a se stessa’ se era sorretta da due ragazzi?]

3.La Consulenza Tecnica tossicologica depositata in sede di appello ha escluso, nonostante i ripetuti racconti della sedicente vittima, che la ragazza fosse ubriaca all’uscita dalla Fortezza da Basso. Infatti, è stato accertato che a quell’ora la concentrazione ematica di alcol della sedicente vittima era inferiore a 0,8 g/l ed era in fase di costante diminuzione.

[Come è stata misurata questa concentrazione ematica di alcol, e a quando si riferisce quel ‘è stato accertato che a quell’ora’? Mi par di capire che come ‘è stato accertato che a quell’ora’ ci doveva essere una unità medica che per puro caso si trovava li e, non avendo un cazzo da fare, prendeva campioni cosi a buffo sulle percentuali di alcol nel sangue. Se c’era questa unità, perchè non è intervenuta? Alla faccia del giuramento d’Ippocrate; o ‘a quell’ora’ si riferisce a quando ha fatto la denuncia… il giorno dopo???]

In buona sostanza, non vi è una sola parte del racconto narrato dalla sedicente vittima che abbia trovato conferma nella realtà dei fatti; ecco perché la Corte d’Appello di Firenze ha assolto i sei imputati, non perché abbia espresso un giudizio di disvalore nei confronti della condotta di vita della ragazza che mai è stata stigmatizzata, ma semplicemente perché innocenti. Fino ad oggi avevamo deciso di non rispondere ai numerosi articoli di stampa né alle provocazioni dei tanti che, senza conoscere neppure una pagina delle migliaia che compongono l’istruttoria di questo processo, si sono permessi di esprimere giudizi gravemente lesivi della dignità e della reputazione dei Giudici della Corte d’Appello di Firenze nonché delle sei vittime di questo processo; dopo oggi, rivendichiamo la verità storica e processuale degli accadimenti e preannunciamo che agiremo nei confronti di chiunque tenti di distorcerne il contenuto». [NON è mia intenzione di distorcerne i fatti, ma semplicemente le mie sono constatazioni logiche su quello che leggo e aggiungo il desiderio di poter leggere gli atti, ma non per distorcere o deformare la verità storica e processuale, lungi da me, ma per avere una chiara idea di ciò che è stato.] Analizzando l’articolo del 01/09/2012 si legge che:

La giovane, allora ventiduenne, fu violentata nella notte tra il 25 e il 26 luglio del 2008 nel parcheggio della Fortezza da un gruppo ragazzi. – Cercò di aiutarla, di trovare le parole giuste per convincerla ad andare all’ospedale e denunciare quanto successo ai carabinieri, di raccontare cosa era accaduto quella maledetta notte tra il 25 e il 26 luglio del 2008 quando fu violentata in un parcheggio della Fortezza da Basso. Poi, il giorno dopo, si fece dare da lei il numero di uno dei 6 o 7 giovani che erano con lei la sera prima e lo chiamò: ”Io non c’ero, io non c’entro” mi disse subito al telefono, prima ancora che io riuscissi a chiedergli se era orgoglioso di quello che avevano fatto”. E’ una parte della testimonianza dell’allora fidanzato della ragazza che nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2008 fu violentata in un parcheggio della Fortezza da Basso. Un’udienza anche drammatica, nel corso della quale il giovane ha confermato quanto dichiarato alla polizia nei giorni subito dopo lo stupro di gruppo che la ragazza, all’epoca 22enne, aveva denunciato. Tra molti ”non ricordo, sono passati oltre tre anni e mezzo”
[cioè, mi pare di capire che il processo è stato istruito dopo tre anni e mezzo dallo stupro? Ammetto che in questo caso l’articolo non è chiaro.]
sui quali i difensori degli imputati hanno messo l’accento, spesso interrotti dal presidente, il giovane ha ricostruito le due telefonate avute con la ragazza intorno alle 4 di notte, ”torno a casa con grande dolore, mi hanno presa in 6 o 7 e mi fa male dappertutto”. Solo il giorno dopo, pero’, la giovane convinta anche da un’amica, si reco’ all’ospedale e presento’ denuncia. Lei, due di quei ragazzi li conosceva e per gli inquirenti fu facile arrivare a tutto il gruppo. L’ex fidanzato, il rapporto tra i due si interruppe già nel settembre 2008, nel corso della sua testimonianza ha ricordato che la ragazza, ”non reggeva l’alcool”, gli disse subito che l’avevano fatta bere e che uno di loro, prima della violenza di gruppo avvenuta in un’auto lontana da possibili testimoni, l’aveva costretta a un rapporto orale nel bagno di un bar della Fortezza, dove era in corso una delle serate organizzate nell’ambito dell’Estate fiorentina. In un altro articolo si legge che:  Firenze, 13 maggio 2011 – “A un certo punto staccai il cervello, la testa, fu come un black out. Fu una forma di autodifesa. Poi, quando mi ripresi, inizia a scalpitare, li scacciai”.  E’ un passo del racconto della ragazza che nel luglio 2008, quando aveva 23 anni, denunciò un gruppo di giovani accusandoli di averla violentata in un’auto, nelle vicinanze della Fortezza da Basso, a Firenze. Oggi, in aula, la giovane ha risposto alle domande degli avvocati e del pm. Come nelle scorse udienze, c’erano alcuni dei sette imputati, anche con i genitori. La giovane ha ricostruito un rapporto sessuale avuto quella sera con un imputato – “Un’esperienza che mi lasciò una brutta sensazione, ma che, per superarla, mi chiusi come in una parentesi”, ha ricordato. Durante una festa alla Fortezza, la ragazza ha denunciato, l’avrebbero fatta bere molto. Poi, usciti da là, la violenza di gruppo, in auto, con i giovani che si avvicendavano per abusare di lei. Fu in quei frangenti, ha raccontato stamani, che staccò’ il cervello, ”come autodifesa”.
Lei ha scritto che la violenza non è stata soltanto quella notte, ma pure quella che una donna deve subire nelle indagini della polizia, “e le 19 ore di processo in cui è stata dissezionata” la sua vita.
“Devi convincerli di essere credibile. Se hai girato un film con un amico in cui facevi il personaggio della prostituta vogliono sapere come mai. Così indagano sui tuoi gusti sessuali, con chi sei stata prima, per quanto tempo. Sul fatto che sei femminista, che lotti per le battaglie lgbt o se hai partecipato a una manifestazione. Al processo un avvocato ha tirato fuori una foto postata tre anni dopo su un social in cui sorridevo a un concerto, per dimostrare che non stavo poi così male”.
[Non è una cosa nuova: ‘«La condotta della guerra si fonda sempre sull’inganno» (Sun Tzu, L’Arte della Guerra) Strategia come arte dell’inganno, ma non solo, l’artista è colui il quale è capace di piegare l’avversario alla propria volontà creando delle condizioni tali per cui questi sia costretto a fare ciò che noi vogliamo.’ il trucco è semplice, si prende una foto in cui la vittima è felice et voilà tutti credono che sia una montatura. Ho già visto questa immonda porcata, e l’ho vista a danno della mia carissima amica Caterina Simonsen. Caterina è una povera ragazza la cui la sorte gli ha dato come fardello quattro malattie rare localizzate solo in zona polmoni e fegato… Usarono una foto in cui si vedeva sorridente e a fare sport inguriando ‘Non sta poi cosi male, se…’ è molto facile decontestualizzare un’immagine.]
I giudici hanno scritto…
“Che ho una condotta sregolata, confusa, che avevo bevuto e che quei ragazzi avrebbero mal interpretato la mia disponibilità. [Per loro “No” è “Sì”, e “Sparisci”, “Prendimi, sono tua” Megara Hecules 1997. ma come è possibile: il l’ex-ragazzo, afferma che ”non reggeva l’alcool”, un testimone afferma che “la vide lasciare la Fortezza, ‘sorretta da due ragazzi”  si legge che la ragazza se pur ubriaca era presente a se stessa, ma prima si è letto che: che il tasso alcolico era inferiore a 0,8 g/l ed era in fase di costante diminuzione. E’ vero che non sono un’analista e giudico solo quello che vedo ma, una ragazza che non regge l’alcol, il cui tasso alcolico era inferiore a 0,8 g/l ed era in fase di costante diminuzione ma che deve essere sorretta da due ragazzi perché non riesce a stare in piedi, essendo però è presente a se stessa… a mio avviso troppi cani che si mordono la coda.]. Guardi io non capisco niente di processi e dei cavilli a cui si attaccano, io sento solo il male che ho ancora dentro e che da quel male vorrei guarire, tornare a una vita come le altre. Invece sono piena di ricadute. È come un elastico quella notte, mi riporta ogni volta indietro appena cerco di andare avanti”.
Cosa prova nei confronti degli imputati, uno lo conosceva, eravate amici…
“Non provo odio, non ho mai pensato alla castrazione chimica. Invidio le loro vite composte, i loro buoni avvocati, quello che fa il regista, quello che si è sposato, quelli che si sono laureati e hanno messo ordine nelle loro esistenze che io vedo da così lontano. Cerco ogni giorno di riprendere fiducia nel genere umano, è stato orribile non fidarsi di nessuno, non riuscire ad avere una relazione, fuggire per al contatto fisico perché anche una carezza, una mano che ti sfiora ti riporta al passato… E’ come avere davanti un muro. Vorrei dire una cosa”.
Quale?
“Vorrei che qualcuno mi aiutasse a non arrendermi e a credere nella giustizia… ma cosa succede se non ci sarà la Cassazione? È finita?”. Quattro deputati del Pd hanno annunciato un’interrogazione al ministero di Giustizia “affinché valuti se non sia opportuno chiedere una relazione alla Procura generale di Firenze sul perché non sia stato presentato ricorso contro l’assoluzione” e se “inviare un’ispezione”. Qualche giorno fa, Lisa Parrini, legale della giovane, ha definito la motivazione della sentenza di secondo grado “densa di giudizi morali”.La legge è uguale per tutti, ma tutti sono uguali per la legge?  A quanto pare no.

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