Premessa: sono quattro mesi che sto ospitando oltre al genio delle lande ondulate e plissettate anche un suo amico, temporaneamente arroccato al salone.  A detta del genio, il suo amico è uno stronzo che se ne approfitta, ecc. ecc.

(dal momento che è il genio a dirlo, io ho molti dubbi)

E’ quasi un mese che il genio mi rompe i coglioni, sul fatto che non sopporta più il suo amico bla bla e mi prega di mandarlo via. ok e mi invento una scusa. Ora un altro coinquilino, Aloisio (nome inventato), ha lasciato la stanza a causa di un grosso problema (la sorella ha il cancro e non passa giorno che io preghi per lei, il cancro ha portato via i miei genitori, amen).

Ieri, mentre sbranavo una mezza ala di tacchino con il genio abbiamo intavolato il discorso, amico del genio. ‘non voglio che rimane, perchè mi sta portando sfiga, visto che hai una stanza libera, metti l’annuncio cosi la riaffitti in un attimo.’ io rispondo ‘non posso mettere l’annuncio fino a che lui (l’amico del genio ndr) è ancora dentro casa, causa correttezza e sopratutto non dirgli nulla’ ovviamente ha ripreso il discorso ma sai sono più soldi che entrano, tutti abbiamo bisogno di soldi… il fatto che mi fanno i conti in tasca, la cosa mi fa imbufalire, in un modo che non si può raccontare. Quaranta minuti dopo arriva l’amico del genio ‘il genio ha detto che tu hai una stanza libera bla bla bla, ovviamente non potevo dirgli di no e abbiamo concordato un nuovo prezzo.

Oggi, sistemando le ultime cose per rendere la stanza pronta, arriva il genio al quale gli dico ‘come fa l’amico tuo a sapere che io ho una stanza libera?’ Cadendo dalle nuvole, gli spiego quello che mi ha detto, aggiungendo:

‘Eppure mi ricordo perfettamente, perchè ero li quando ti ho detto, di non dirgli nulla.’

‘Quello stronzo no ha capito niente, io mica ho detto che c’avevi una stanza libera, lui mi ha chiesto di Aliosio e io gli ho detto che era andato via, perchè che la sorella ecc. ecc.’

‘Non ti viene in mente, che con parole differenti gli hai detto che ho una stanza libera e lui, giustamente, si è tuffato? Dire la stessa cosa usando parole differenti, si chiama semantica.’

E il genio si esibì nel suo repertorio di bestemmie aggiungendo d’ora in poi mi faccio i cazzi miei e tu (a me) gli potevi dire di no e che cazzo. L’armadio ha aperto le ante e mi ha abbracciato, nello scricchiolio delle ante che si aprivano ho sentito ‘respira, tranquillo, rilassati non è successo niente.’

 

 

Annunci